Il decreto legge “Rilancio”, con tutte le misure urgenti in materia di salute e a sostegno al lavoro e all’economia, emanato dal Governo per far fronte all’emergenza Coronavirus, è stato convertito in legge (la n. 77 del 17 luglio 2020) con alcune modifiche ed è stato pubblicato nel Supplemento ordinario n. 25 della Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020. La Federfarma, con la sua circolare (prot. n. 10545/423), analizza le principali novità d’interesse per la farmacia introdotte durante la discussione in Parlamento.

Molto interessante è quanto prevede l’art. 8 comma 5-bis, che accoglie le richieste di Federfarma e che consente alle Regioni, a partire dal 1° ottobre, di trasferire in Dpc i farmaci finora erogati direttamente dalle strutture pubbliche. Spetta ora al ministro della Salute, di concerto con quello dell’Economia, emanare entro 60 giorni un decreto per stabilire le modalità per poter trasferire alle farmacie territoriali i medicinali destinati al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale, ovvero consegnati in sede di dimissione ospedaliera per garantire la copertura del primo ciclo di terapia. Si tratta di un primo importante passo per favorire il graduale ridimensionamento della distribuzione diretta di medicinali da parte delle strutture pubbliche.

Non meno interessante è la norma (art. 5-bis) sulla formazione continua, anche questa sollecitata da Federfarma, e riguardante i crediti formativi Ecm per il triennio 2020-2022. Ora si intendono già maturati, in ragione di un terzo (50 crediti), per tutti i professionisti sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, che hanno continuato a svolgere la propria attività professionale nel periodo dell’emergenza derivante dal Covid-19. Si è così sanata la difformità di trattamento tra professionisti sanitari (anche i farmacisti in un primo tempo ne erano stati esclusi).

Molte sono poi le norme che interessano i titolari di farmacia come datori di lavoro, per i riflessi nei riguardi dei loro dipendenti, a partire dalla Cassa integrazione (art. 68), alla Cassa integrazione in deroga (art. 70), alle norme speciali in tema di integrazioni salariali (art. 70), al lavoro agile (art. 90) e all’apprendistato e ai contratti a termine (art. 93). Tutte misure utili emanate ai fini del contenimento della pandemia Coronavirus.

Numerose le agevolazioni fiscali che la nuova legge prevede per le imprese (farmacie comprese)

Molto sono poi le agevolazioni fiscali che la nuova legge prevede e che interessano le farmacie in quanto imprese. La circolare Federfarma analizza i vari articoli relativi al rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni (art. 26), al credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28), all’incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km (art. 44, commi da 1-bis a 1-novies), alla facoltà di riduzione di aliquote e tariffe degli enti territoriali in caso di pagamento mediante domiciliazione bancaria (art. 118), agli incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici (art. 119). Così come vengono analizzate le norme relative alla cessione dei crediti d’imposta riconosciuti dai provvedimenti emanati per fronteggiare l’emergenza (art. 122), al credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione (art. 125), alla proroga della rideterminazione del costo d’acquisto dei terreni e delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati (art. 137), alla proroga dei termini per favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali (art. 157) e al sostegno delle imprese di pubblico esercizio (art. 181, commi da 1-bis a 1-quater). Un ventaglio di opportunità che la circolare Federfarma permette di meglio individuare.