La Commissione europea ha avviato le consultazioni per valutare gli impegni offerti dall’industria Aspen per ridurre significativamente i prezzi di sei medicinali antitumorali. In quasi tutti i Paesi UE, i prezzi dei farmaci sono negoziati a livello nazionale, ma il potere negoziale delle autorità pubbliche si riduce notevolmente in caso di farmaci con poche o nessuna alternativa terapeutica. In questi casi l’unico rimedio risiede nella legislazione antitrust, che vieta l’abuso di posizioni dominanti sul mercato, compresa l’imposizione di prezzi eccessivi.

Già nel 2017 la Commissione UE aveva avviato un’indagine formale per verificare se Aspen avesse abusato della sua posizione dominante in numerosi mercati nazionali, imponendo prezzi eccessivi per medicinali antitumorali. Dopo aver acquisito tali farmaci da un’altra società, la multinazionale sudafricana aveva infatti incominciato ad aumentare, già dal 2012, i propri prezzi in Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia e Regno Unito, per poi implementare la stessa strategia in tutti gli altri Paesi europei, dove Aspen era presente con propri prodotti. Tali pratiche riguardavano una serie di farmaci antitumorali utilizzati principalmente nel trattamento della leucemia e di altri tumori ematologici. L’unico Paese a non essere stato incluso nell’indagine europea è stata l’Italia, poiché l’Autorità italiana garante della concorrenza aveva già adottato una decisione relativa al mercato italiano nel 2016, ordinando ad Aspen di ridurre i suoi prezzi e irrogando alla società la sanzione di 5,2 milioni di €.

L’ipotesi della Commissione è che la stessa strategia adottata in Italia sia stata esportata anche in altri Paesi europei: Aspen acquista i farmaci con poche o nessuna alternativa terapeutica sul mercato alla scadenza del brevetto, per poi aumentare i prezzi. In Italia si era giunti a incrementi tra il 300 e il 1.500% rispetto ai prezzi previgenti, determinando un aumento di 5 volte della spesa a carico dell’Ssn per l’acquisto di tali prodotti. Come in Italia, il metodo per convincere le autorità regolatorie nazionali ad accettare tali aumenti di prezzi passava per le minacce di ritirare tali prodotti dall’elenco nazionale dei medicinali rimborsabili o direttamente da tutto il mercato nazionale. “Le aziende farmaceutiche spesso introducono sul mercato medicinali innovativi e dovrebbero essere ricompensate per questo. Tuttavia, a volte usano anche la loro posizione dominante per aumentare ingiustificatamente i prezzi di farmaci “anziani” ma senza reali alternative terapeutiche…” ha dichiarato la commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager.

Per venire incontro alle richieste della Commissione UE, Aspen ha proposto di ridurre di circa il 73% i prezzi in tutta Europa per sei medicinali antitumorali; di mantenere tali prezzi massimi per i prossimi dieci anni a partire da ottobre 2019 e di garantire la fornitura degli stessi medicinali per i prossimi cinque anni nonché, per un ulteriore periodo di cinque anni, di rendere disponibile l’Aic ad altri fornitori. Si attendono nelle prossime settimane le osservazioni, da parte delle parti interessate, sugli impegni di Aspen. In seguito la Commissione deciderà se essi siano adeguati e, in tal caso, adotterà una decisione che li renda giuridicamente vincolanti per la multinazionale sudafricana. (EP)