Ha parlato di assistenza farmaceutica, di consulenza sanitaria, di prevenzione, di tutela ai bisogni del cittadino, di prestazioni rese laddove la farmacia è l’unico baluardo di salute, il presidente del Sunifar, Gianni Petrosillo, partecipando agli Stati Generali della Montagna, presenti il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, il ministro per l’Innovazione tecnologica, Paola Pisano, oltre a numerosi rappresentanti delle Istituzioni e della vita sociale ed economica delle aree interne. Un’occasione preziosa per evidenziare come le farmacie rurali siano un’indispensabile rete di tutela della salute specialmente nelle zone disagiate, laddove la popolazione è soprattutto anziana e particolarmente bisognosa di assistenza.

Nella sua relazione Gianni Petrosillo ha evidenziato i numeri delle farmacie presenti nei Comuni sotto i 5.000 abitanti (6.700), delle sussidiate sotto i 3.000 abitanti (4.200) e delle piccole sotto i 1.500 abitanti (2.000), indicando la loro segmentazione per Regione rispetto al totale farmacie. Una presenza veramente capillare e preziosa, come hanno saputo dimostrare durante l’emergenza Coronavirus. Quindi il presidente del Sunifar ha fornito una fotografia dei servizi che la farmacia rurale assicura, non soltanto nella dispensazione del farmaco e come primo filtro del Ssn, ma anche come “farmacia dei servizi” nell’ambito delle analisi di prima istanza, degli screening, della telemedicina e come front office del Servizio sanitario.

Particolarmente interessante è stata poi la parte riservata a quanto ancor più la farmacia rurale potrebbe fare, se debitamente sostenuta. Gianni Petrosillo ha infatti evidenziato i nuovi possibili ambiti operativi, soffermandosi sui 4 punti in cui la farmacia rurale potrebbe fare la differenza:

  1. la telemedicina, che azzera gli spostamenti e garantisce lo stesso servizio di un centro ospedaliero;
  2. la distribuzione diretta, dove i farmaci acquistati dalle Asl, se affidati alle farmacie della montagna (Dpc), potrebbero eliminare i grandi disagi cui il malato è sottoposto;
  3. l’assistenza primaria, laddove mancano gli ambulatori di Mmg e Pls, che grazie alla sostenibilità della farmacia potrebbero ottenere spazi, favorendo così il loro ritorno;
  4. il difficile accesso alla rete, consentendo alle farmacie di colmare il divario digitale e permettendo così l’accesso alle nuove tecnologie.

“L’assistenza farmaceutica, l’ascolto dei bisogni di salute del cittadino, la consulenza e le prestazioni rese” ha precisato il presidente del Sunifar “sono attività svolte dalle farmacie dei piccolissimi centri con la medesima professionalità e qualità dell’offerta garantita dalle farmacie urbane dei grandi centri abitati. La differenza sta nella maggiore difficoltà che le farmacie rurali incontrano nel sostenere i costi necessari ad assicurare tutti i servizi. Si tratta quindi di garantire la sostenibilità economica a questi presidi, che sono veri e propri baluardi del Servizio sanitario nazionale in territori dove la carenza di assistenza primaria ha un impatto negativo sulla popolazione e richiede alle piccole farmacie uno sforzo maggiore per offrire tutte le prestazioni sanitarie di cui i cittadini hanno bisogno”.