Preoccupano i dati dell’ “Osservatorio Non Food 2020” di GS1 Italy

L’effetto shock del Coronavirus si è abbattuto su tutte le aziende come un uragano, con effetti più o meno devastanti e che hanno determinato contrazioni di fatturato non soltanto nel mercato farmacia, ma pressoché in tutti i comparti. Pesanti, per esempio, sono stati gli effetti sui mercati non alimentari, con perdite negli acquisti che si aggirano dal 15 al 45%. Ne è testimone un focus proposto dall’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy, che registra le perdite causate sia dal lockdown, sia dal calo del potere d’acquisto delle famiglie.

Secondo questo studio, il 2020 sarà un anno con forte calo nelle vendite di tutti i 13 comparti merceologici considerati (abbigliamento e calzature, elettronica di consumo, mobili e arredamento, bricolage, articoli per lo sport, prodotti di profumeria, casalinghi, automedicazione, edutainment, prodotti di ottica, tessile casa, cancelleria, giocattoli), con la sola esclusione dei prodotti di automedicazione. I settori più colpiti sono soprattutto i prodotti di cancelleria (-32/40%), l’abbigliamento e le calzature (-30/39%), il bricolage (-18/25%) e l’edutainment (-15/22%). Inoltre, come punto vendita risultano più colpite le grandi catene e le superfici specializzate, mentre in controtendenza risulta l’e-commerce, che supererà del 10% la sua incidenza.

A sorprendere, soprattutto, è la mancata ripartenza delle vendite nella Fase 2 della pandemia, cioè tra maggio e giugno, quando si riteneva che -finito il confinamento casalingo- ci sarebbe stata una ripresa dei consumi. In realtà è prevalsa la paura del contagio (il 26% degli intervistati non si sente sicuro e il 21% evita di frequentare posti affollati), che ha limitato di molto la frequenza nei punti vendita: solamente il 29% ha dichiarato di non voler cambiare le proprie abitudini, contro il 68% che prevede di frequentare di meno i punti vendita, sia per evitare lunghe code, sia per problemi di sicurezza. Sono soprattutto i centri commerciali e i grandi store a soffrirne (il 40% degli intervistati non è ancora tornato a frequentarli).

La grande incognita di questo scenario è poi la ripresa economica, che non si capisce bene che dimensioni avrà e come, di conseguenza, condizionerà l’andamento degli acquisti. Dalla ricerca GS1 Italy emerge che il 45% degli intervistati si dichiara alquanto preoccupato per il futuro e, proprio per questo, intenzionato a comprare soltanto i beni non alimentari necessari, rimandando o evitando gli acquisti giudicati superflui. Addirittura un ulteriore 23% si dichiara più preoccupato e, in un caso su tre, preferisce rinviare gli acquisti al 2021. A farne le spese saranno soprattutto gli articoli di arredamento e gli elettrodomestici. Insomma, se la farmacia soffre, in molti altri settori non va certo meglio, anzi.