Lo ricorderemo come un anno tutto in salita questo 2020, con un primo semestre tormentato dalla pandemia Coronavirus, una momentanea pausa di respiro estivo e poi un secondo semestre pieno di preoccupazioni, e non soltanto per le emergenze sanitarie, con focolai di Covid-19 che si riaccendono in varie parti del mondo, ma anche per le emergenze economiche di cui già si colgono i primi preoccupanti segnali.

Abbiamo già pubblicato su questo sito il Rapporto della Banca d’Italia (vedi la notizia “Bankitalia: cala il reddito degli italiani (-36%)” del 16 luglio), un’indagine che non lascia spazio all’ottimismo, perché dimostrano come le famiglie italiane siano sfiduciate, timorose, poco propense a spendere. Più di un terzo degli intervistati dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire, in assenza di altre entrate, le spese per consumi essenziali della famiglia, e il 40% di chi ha acceso mutui dichiara di avere difficoltà a pagare la rata mensile. Molti non sono andati e non andranno in vacanza e anche ora che il lockdown è finito non è difficile trovar posto in ristoranti e alberghi. Anche per quanto riguarda le spese sanitarie, giustamente ritenute essenziali e non voluttuarie, si registrano cadute di fatturato. Anche la farmacia che, essendo stata sempre aperta non avrebbe dovuto subire contrazioni, registra fatturati inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sia nel comparto dei farmaci di prescrizione (-4%), sia in quello dei prodotti di libera vendita (-2%).

Una ulteriore testimonianza delle difficoltà che si preannunciano nel secondo semestre del 2020 viene dall’Osservatorio InfoJobs sul mercato del lavoro, la più importante piattaforma in Italia per la ricerca di lavoro online con oltre 5,5 milioni di utenti registrati, 5.000 aziende attive e 1.000 nuove offerte ogni giorno in 20 categorie diverse. Risulta che nel primo semestre di quest’anno InfoJobs ha pubblicato 179.563 offerte di lavoro, con una riduzione del -32,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il calo risulta diffuso e uniforme, sia rispetto alle varie regioni, sia ai vari settori e categorie professionali, dimostrando che il Coronavirus ha colpito in modo democratico, tutti e dappertutto. Una sola categoria professionale è stata risparmiata: “Farmacia e medicina”.

La flessione nelle offerte di lavoro registrata da InfoJobs ha, infatti, riguardato tutte le professioni (eccetto quelle sanitarie) e tutte le Regioni, tanto al Nord quanto al Sud, ma le prime 5 che, nonostante il Coronavirus rimangono in testa nell’offerta dei posti di lavoro si confermano essere la Lombardia (33,2%), l’Emilia Romagna (15,8%), il Veneto (14%), il Piemonte (8,9%) e il Lazio (6,5%). Le province che occupano la top 5 del lavoro risultano pur sempre essere Milano (14,1%), Roma (5,4%), Torino (4,9%), Bergamo (4,1%) e Bologna (4%). Il quadro della situazione, comunque sia, rimane critico e giustifica il diffuso senso di incertezza.