La realizzazione di adeguati programmi di vaccinazione antinfluenzale sta interessando tutta Europa. Mentre in Italia si teneva l’incontro tra il ministero della Salute e i rappresentanti della farmacia proprio per individuare come contribuire a una maggior diffusione delle vaccinazioni, in modo da garantire la copertura anche dei cittadini non coperti dalle forniture regionali, il Pgeu, il Raggruppamento dei farmacisti europei, ha diramato un comunicato stampa per invitare le autorità sanitarie dei vari Paesi a utilizzare le farmacie territoriali per una miglior diffusione delle vaccinazioni.

 

“Non possiamo ancora fermare il Coronavirus -ha dichiarato il presidente Pgeu, Duarte Santos- ma possiamo attenuare gli effetti dannosi di una combinazione di Covid-19 e influenza stagionale sui sistemi sanitari nei prossimi mesi. Incoraggiamo fortemente i governi nazionali a fare tesoro della rete ampiamente accessibile di farmacie in tutta Europa, per coinvolgerla in strategie di immunizzazione efficienti e ampliare così le coperture. I farmacisti territoriali sono professionisti sanitari altamente qualificati e una fonte affidabile di informazioni. Possono svolgere un ruolo chiave nell’identificare i pazienti nei gruppi a rischio -anziani, pazienti con malattie croniche, immunodepresse, ecc.) e accrescere la fiducia degli assistiti nella vaccinazione”.

 

Peraltro sono già numerosi gli Stati europei che coinvolgono le farmacie nelle campagne vaccinali nazionali. Attualmente sono 12, peraltro in continuo aumento, e in 8 sono direttamente i farmacisti a effettuare la somministrazione del vaccino (Francia, Germania, Inghilterra, Danimarca, Grecia, Irlanda, Norvegia e Portogallo). In un momento poi di emergenza, quale provocato dall’attuale pandemia, con l’alto rischio di confondere i sintomi dell’influenza con quelli del Covid-19, diventa necessario attivare tutte le iniziative che garantiscono un ampliamento della copertura vaccinale. “Le farmacie -conclude il presidente Pgeu- dovrebbero essere coinvolte nella pianificazione dei programmi di vaccinazione antinfluenzale e sostenute con supporti e risorse adeguati. Proprio perché forniscono assistenza sanitaria di primo livello, i farmacisti dovrebbero anche essere inclusi tra le categorie professionali aventi accesso prioritario al vaccino antinfluenzale”.