L’iniziativa promossa da Utifar per la realizzazione di un corso formativo Ecm su “Il farmacista e le vaccinazioni”, in collaborazione con il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del farmaco dell’Università di Torino, ha incontrato sui social alcune polemiche e incomprensioni, cui subito ha replicato il presidente Eugenio Leopardi.

“Vorrei ribadire -precisa Leopardi- che contribuire a rendere il farmacista al passo con i tempi non significa imitare i medici o appropriarsi di mansioni che non ci appartengono. Al contrario, credo che il progetto debba essere condiviso con i medici e coordinato di comune accordo, al fine di garantire ai cittadini un servizio di vaccinazioni efficiente e capillare”. Questo corso, peraltro, fornisce le competenze per approcciarsi alla “Farmacia dei servizi” previsto dalla Legge del 2009 e proprio per la sua valenza formativa e scientifica ha ottenuto il patrocinio di Fofi, Federfarma, Fondazione Cannavò e Fenagifar.

Il presidente Utifar stigmatizza così certe argomentazioni commerciali: “La nostra professionalità non può esprimersi unicamente attraverso il 2×3, nel praticare i fori ai lobi delle orecchie o nell’offrire in farmacia manicure e massaggi. Essere “Farmacia dei servizi”, a mio avviso, significa rappresentare un avamposto sanitario dislocato sul territorio. Capace anche, qualora ci venisse richiesto, di erogare la vaccinazione antinfluenzale e di aderire attivamente alle campagne di prevenzione, come già accade in moltissimi Paesi europei”.

Certo, un eventuale impegno nell’effettuare vaccinazioni comporterebbe un aggravio di responsabilità e di mansioni, che non si possono chiedere “senza un adeguato riconoscimento economico e una precisa tutela legale”, compito però che non spetta a Utifar. “Utifar, in qualità di associazione scientifica -precisa Eugenio Leopardi- ha anzitutto a cuore la formazione del farmacista e, anche attraverso questo percorso formativo, si sta muovendo in questa direzione auspicando che, parallelamente, si risolvano le questioni normative e retributive che sono all’ordine del giorno. Ma non confondiamo la formazione con altre questioni e, soprattutto, evitiamo polemiche strumentali rispetto a un progetto che rimane una possibilità facoltativa utile per accrescere la cultura personale e la professionalità individuale dei partecipanti”.

L’alto numero di iscrizioni al corso dimostra peraltro che i farmacisti hanno compreso lo spirito di questa iniziativa, a riprova che la categoria punta alla formazione e all’accrescimento professionale.