La Commissione Ue ha recentemente registrato una iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Diritto alle cure” (Right to cure) avente a oggetto la richiesta di “anteporre la salute pubblica al profitto privato [e] a far sì che i vaccini e i trattamenti contro le pandemie siano un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti“.

Un gruppo di cittadini dell’Unione europea lancia l’iniziativa “Diritto alle cure” per ottenere dalla Commissione Ue una normativa che tuteli concretamente il principio di anteporre la salute pubblica al profitto privato e garanrisca che i vaccini e i trattamenti contro le pandemie siano un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti.

L’iniziativa “Diritto alle cure” si inserisce nell’ambito del diritto che ha ogni cittadino di partecipare alla vita democratica dell’Unione ai sensi del Regolamento Ue 211/2011. Il diritto si esercita mediante la possibilità offerta loro di rivolgersi direttamente alla Commissione, sottoponendole la richiesta di presentare una proposta di atto legislativo dell’Unione nei settori di sua competenza (si ricorda che, nel diritto europeo, l’iniziativa legislativa è riservata alla Commissione europea). La richiesta deve contenere oggetto e obiettivi dell’iniziativa. Una volta registrata l’iniziativa, gli organizzatori possono raccogliere le dichiarazioni di sostegno dei cittadini e presentare la proposta legislativa alla Commissione perché decida se procedere o meno all’avvio della procedura legislativa.

La Commissione, ritenendo che l’iniziativa in parola fosse giuridicamente ammissibile, ha così deciso di registrarla. Sino a oggi la Commissione ha registrato un totale di 75 iniziative dei cittadini e ne ha rifiutate 26.

I punti della proposta per assicurare il “Diritto alle cure”

La richiesta avanzata è volta a ottenere dalla Commissione Ue una proposta di normativa intesa a:

  1. Garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro il Covid-19
  2. Assicurare che la legislazione dell’Ue in materia di esclusività dei dati e di mercato non limiti l’efficacia immediata delle licenze obbligatorie rilasciate dagli Stati membri
  3. Introdurre per i beneficiari di finanziamenti dell’Ue obblighi giuridici di condivisione delle conoscenze, della proprietà intellettuale e/o dei dati relativi alla tecnologia sanitaria per il Covid-19 in un pool tecnologico o di brevetti;
  4. Prevedere per i beneficiari di finanziamenti europei obblighi giuridici di trasparenza dei finanziamenti pubblici e dei costi di produzione e clausole di trasparenza e di accessibilità unitamente a licenze non esclusive.

Secondo quanto spiegato dai proponenti alla presidente della Commissione, Ursula Von Der Leyen, non dovrebbe esserci alcun profitto derivante dalle pandemie. La richiesta avanzata è per vaccini e trattamenti per tutti, “perché di fronte a una pandemia tutti hanno diritto a una cura. Una minaccia collettiva richiede una risposta collettiva. I ricercatori di tutto il mondo stanno sviluppando vaccini e trattamenti, spesso usando ingenti somme di denaro pubblico. I diritti di proprietà intellettuale, come i brevetti, non dovrebbero limitare il rapido accesso a vaccini e trattamenti per tutti”.

“Garantire che l’accesso alla diagnostica, alle terapie e ai vaccini correlati a Covid-19 non venga ostacolato da diritti di proprietà intellettuale o analoghe indebite restrizioni”.

Pertanto, dicono i proponenti, “vogliamo garantire che l’accesso alla diagnostica, alle terapie e ai vaccini correlati a Covid-19 non venga ostacolato da diritti di proprietà intellettuale o analoghe indebite restrizioni.  Le grandi aziende farmaceutiche non devono trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Il dottor Jonas Salk ha messo il suo vaccino antipolio sul mercato senza alcun brevetto. Negli anni ’90, invece, le multinazionali farmaceutiche hanno usato i brevetti per i trattamenti anti Hiv per far pagare prezzi esorbitanti per i loro prodotti. Milioni di vite sono state sacrificate. ll governo sudafricano, guidato da Nelson Mandela, ha scelto l’opzione delle licenze obbligatorie per permettere l’uso di farmaci equivalenti generici a condizioni accessibili. Anche l’Unione europea deve porre la salute pubblica prima del profitto privato. La Commissione europea deve garantire che i vaccini e i trattamenti anti-pandemia diventino un bene pubblico globale, liberamente accessibile a tutti”. (EP)