Non è mancata la voce di Federfarma alla “Summer School 2020”, l’importante convegno che ogni fine estate si tiene a Gallio (Vicenza) e al quale partecipa il Gotha della Sanità italiana

Intervento di Marco Cossolo alla “Summer School 2020”: “Occorre in questa fase storica investire sulla professionalità e non sull’edilizia sanitaria. È anacronistico, infatti, pensare nell’era digitale di creare nuove strutture. Il sistema deve, infatti, investire nei professionisti convenzionati e nelle tecnologie da mettere a loro disposizione”.

Quest’anno poi l’incontro è stato particolarmente interessante, perché la pandemia Coronavirus ha riproposto come urgente un messaggio antico, ma oggi particolarmente attuale: “la salute prima di tutto”. E le recenti emergenze, infatti, hanno ancor più evidenziato come sia necessario cambiare e riprogrammare, perché non ci può essere appropriatezza in sanità se manca innanzitutto l’appropriatezza organizzativa.

Di questo ha parlato anche il presidente di Federfarma Marco Cossolo, focalizzando il discorso sul tema della “Farmacia e la cultura del cambiamento”, impegno peraltro necessario nell’ottica della nuova governance del Ssn. “Quando si parla di cambiamento -ha detto Cossolo- bisogna evitare la retorica di riproporre soluzioni che già in passato non hanno dato frutti. Occorre in questa fase storica investire sulla professionalità e non sull’edilizia sanitaria. È anacronistico, infatti, pensare nell’era digitale di creare nuove strutture. Il sistema deve, infatti, investire nei professionisti convenzionati e nelle tecnologie da mettere a loro disposizione”.

“Le farmacie restano il presidio più diffuso sul territorio e quindi possono nel futuro essere un hub di accesso ai servizi”.

Le istituzioni sanitarie devono inoltre fornire anche strutture informatiche che possano mettere in comunicazione diretta tutti i professionisti del territorio, medici di medicina generale, farmacie, infermieri di famiglia. “Le farmacie restano il presidio più diffuso sul territorio -ha precisato Marco Cossolo- e quindi possono nel futuro essere un hub di accesso ai servizi”.

Un’altra azione di cambiamento che dovrebbe coinvolgere le farmacie è la dispensazione sul territorio per quei farmaci che sono disponibili soltanto all’interno delle farmacie ospedaliere. Per fare questo non è necessario negare il diritto all’acquisto da parte dello Stato delle medicine, ma si deve lavorare sulla dispensazione del farmaco. “Il paziente se ne gioverebbe non soltanto in termini di sicurezza, non dovendo entrare all’interno di nosocomi esponendosi a diversi rischi, ma anche in termini di aderenza terapeutica”.

Grande è il lavoro di supporto e di informazione che i farmacisti offrono ai cittadini e ancor più potrebbero offrire, ha precisato Cossolo. Per attuare questo sistema basterebbe, una volta fatta la prima prescrizione, far passare il farmaco alla farmacia. Esistono farmaci che sicuramente la farmacia non può dispensare, ma esistono anche molti medicinali, come i Nao, che possono essere dispensati sul territorio senza rischi per il paziente.

Farmacia e telemedicina

“Altro ruolo che i farmacisti del futuro dovranno svolgere -ha concluso il presidente di Federfarma- riguarda tutti i servizi collegati alla telemedicina. Per attuare questo, però, bisogna riuscire a coinvolgere tutti i professionisti nella programmazione sanitaria per il futuro”.  Ecco una mano tesa a tutti i sanitari del territorio che, per quel bene tanto declamato della salute pubblica, dovrebbe essere colta in fretta.