Carenze di medicinali: finalmente l’Europarlamento interviene su questo grave problema. Con una specifica risoluzione, elaborata sulla base del Rapporto approvato a metà luglio dalla Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, conferma che “la carenza di medicinali minaccia gravemente il diritto alle cure mediche essenziali dei pazienti, perché genera disuguaglianze in base al Paese di residenza e può turbare il Mercato unico”.

L’Europarlamento interviene sul problema delle carenze di medicinali, che riguarda tutta la Ue, con una risoluzione specifica che punta a contrastare direttamente un fenomeno che “minaccia gravemente il diritto alle cure mediche essenziali dei pazienti”.

Pur avendo l’Europa una solida industria farmaceutica, dal 60 all’80% dei principi attivi arrivano da Cina e India, e questa delocalizzazione si traduce in una perdita d’indipendenza sul piano sanitario. Da qui l’invito a ridurre la dipendenza nei confronti dei Paesi terzi, in modo da rafforzare il mercato europeo dei farmaci e contribuire così a evitare l’attuale eccessivo stato delle carenze (dell’argomento abbiamo parlato più volte sul nostro sito, per esempio qui).

Häusermann (Assogenerici): “La risoluzione arriva nel momento giusto. Siamo già al lavoro con Aifa per garantire un sistema di gestione delle carenze e delle indisponibilità”.

In un comunicato stampa Assogenerici ha subito approvato l’intervento dell’Europarlamento: “La sua risoluzione -ha dichiarato il presidente Enrique Häusermann- arriva nel momento giusto. Siamo già al lavoro con Aifa per garantire un sistema di gestione delle carenze e delle indisponibilità, per tutelare la continuità di cura per i pazienti e garantire un sistema di controlli e monitoraggio più preciso, evitando appesantimenti burocratici e avendo come faro la soluzione alle reali cause dell’indisponibilità di farmaci in talune aree terapeutiche”.

La Fip, International Pharmaceutical Federation, chiede ai Governi di riconoscere ai farmacisti maggiori spazi d’intervento.

Sul tema delle carenze di medicinali è intervenuta recentemente anche la Fip, la Federazione internazionale farmaceutica, presentando un documento ufficiale di policy al suo “Virtual Congress 2020”. Partendo dalla constatazione che il problema delle carenze di farmaci ha ormai assunto dimensioni “globali e complesse”, tali da creare pesanti difficoltà a pazienti e operatori sanitari, si chiede ai governi di riconoscere ai farmacisti maggiori spazi d’intervento.

Al riguardo la Fip porta l’esempio del Regno Unito, dove la British Medical Association, il sindacato dei medici inglese, ha proposto che sia consentito ai farmacisti di sostituire il medicinale irreperibile con altro farmaco equivalente per principio attivo e dosaggio.

Si sa che le carenze di medicinali sono legate a cause multifattoriali e complesse, che vanno dai problemi produttivi alle normative, dalla qualità e quantità della domanda all’offerta, dalle politiche nazionali alle emergenze sanitarie, e così via. Per arginare un fenomeno così difficile e variegato, la Fip, oltre a raccomandare una stretta collaborazione tra enti governativi, industria farmaceutica, importatori paralleli, distributori, ospedali e farmacie del territorio, propone ai governi il seguente decalogo d’interventi.

Le proposte della Fip ai governi

  • Sviluppare la cooperazione internazionale per individuare durata e impatto economico-sanitario delle carenze
  • Incoraggiare la produzione dei principi attivi e dei farmaci oggetto delle carenze
  • Promuovere la diversificazione produttiva, per migliorare la resilienza della filiera
  • Assicurare sistemi nazionali di segnalazione delle carenze e rendere comparabili i dati
  • Elaborare politiche che garantiscano l’accessibilità ai farmaci da parte dei malati rari e dei bambini
  • Mitigare l’impatto economico delle carenze sugli operatori sanitari e sui pazienti
  • Predisporre banche dati sulle carenze e sulle alternative disponibili
  • Includere i farmacisti di farmacia nei comitati nazionali sui farmaci essenziali e antibiotici, per promuovere linee guida per la gestione delle carenze
  • Autorizzare i farmacisti a dispensare medicinali alternativi a quelli carenti
  • Collegare i database sulle carenze ai gestionali di medici e farmacisti, in modo da fornire indicazioni sulle possibili alternative terapeutiche