Sulla materia dei contratti a termine e del blocco dei licenziamenti, regolati dal “Decreto Agosto”, è intervenuto l’Ispettorato nazionale del lavoro con una circolare che dà indicazioni sulla corretta applicazione delle norme. Federfarma ha dedicato all’argomento una propria circolare, la n. 509 del 23 settembre, reperibile sul sito, nell’area riservata.

Contratti a termine e blocco dei licenziamenti: l’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce indicazioni e chiarimenti sulle norme del Decreto Agosto.

La circolare dell’Inl tocca vari aspetti del Decreto 104/2020, che interessano le aziende e quindi anche le farmacie: l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione; l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato; la proroga dei contratti a termine; il blocco dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo; la proroga riscossione coattiva.

Nella propria circolare Federfarma richiama in particolare l’attenzione su proroga dei contratti a termine e blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.

Proroga dei contratti a termine

Per quanto riguarda i contratti a termine, l’Ispettorato ricorda che il decreto consente di prorogarli o rinnovarli fino al 31 dicembre 2020, per un massimo di 12 mesi e per una sola volta, ferma restando la durata massima di 24 mesi.

L’Inl chiarisce che “la previsione di una durata massima di 12 mesi della proroga o del rinnovo “agevolato”, lascia altresì intendere che il termine del 31 dicembre p.v. sia riferito esclusivamente alla formalizzazione della stessa proroga o del rinnovo. La durata del rapporto potrà quindi protrarsi anche nel corso del 2021, fermo restando il limite complessivo dei 24 mesi”.

“Occorre altresì chiarire -prosegue l’Inl- che la disposizione, in quanto “sostitutiva” della disciplina previgente, consentirà di adottare la nuova proroga o il rinnovo “agevolato” anche qualora il medesimo rapporto di lavoro sia stato prorogato o rinnovato in applicazione del previgente art. 93 del Dl n. 34/2020, pur sempre nel rispetto del limite di durata massima di 24 mesi”.

Infine, rileva l’Inl che “l’art. 8 abroga poi il comma 1 bis dell’art. 93, introdotto in sede di conversione del Dl n. 34/2020 che prevedeva una proroga automatica dei contratti a termine in essere per un periodo equivalente alla sospensione dell’attività lavorativa causata dall’emergenza Covid-19 …omissis…. Al riguardo, si ritiene che la proroga automatica fruita nel periodo di vigenza della suddetta disposizione (18 luglio – 14 agosto) vada considerata “neutrale” in relazione al computo della durata massima di 24 mesi del contratto a tempo determinato anche ai fini di quanto disposto dal nuovo comma 1 dell’art. 93”.

Blocco dei licenziamenti collettivi o individuali

Sul blocco dei licenziamenti collettivi o individuali per giustificato motivo oggettivo, l’Ispettorato rammenta che, ai sensi del Decreto Agosto, “vi sono soggetti fino al 31 dicembre 2020 i datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 ovvero dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali”.

A proposito, l’Inl precisa che “il divieto di licenziamento, quale misura di tutela dei livelli occupazionali durante il periodo emergenziale, sembra pertanto operare per il solo fatto che l’impresa non abbia esaurito il plafond di ore di cassa integrazione disponibile e ciò sia quando abbia fruito solo in parte delle stesse, sia quando non abbia affatto fruito della cassa integrazione. In tale ultimo caso, laddove il datore di lavoro non abbia ritenuto di fruire della cassa integrazione, il licenziamento sarebbe in ogni caso impedito dalla possibilità di accedere all’esonero del versamento contributivo di cui all’art. 3”.