Si è parlato di povertà sanitaria e farmaceutica minorile ieri a Milano, nell’incontro organizzato dalla Fondazione Francesca Rava – Nph Italia onlus presso Palazzo Pirelli.

Povertà sanitaria e farmaceutica minorile al centro di un convegno organizzato dalla Fondazione Francesca Rava: una problematica resa ancora più severa dalla emergenza Coronavirus. Esperti a confronto su dati e prospettive.

Il convegno (dal titolo “Povertà sanitaria e farmaceutica minorile in Lombardia, prima e dopo l’emergenza Covid19. Come affrontare l’autunno?”) ha offerto una duplice opportunità. Innanzitutto quella di ricordare l’appuntamento del 20 novembre, quando in circa 2.100 farmacie di tutt’italia, in occasione della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e nell’ambito dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”, si terrà la raccolta di farmaci da banco e prodotti d’uso pediatrico, e poi per presentare i dati sulla povertà sanitaria e farmaceutica minorile, prima e dopo l’emergenza Covid-19.

L’incontro, aperto dalla presidente della fondazione, Mariavittoria Rava, ha visto gli interventi dei professori Vania Giacomet e Gian Vincenzo Zuccotti dell’Ospedale Sacco di Milano, che hanno fatto il punto sull’emergenza coronavirus e sulla attuale situazione della infettivologia pediatrica.

“In farmacia per i bambini”

Quindi, Emanuela Ambreck, responsabile dei progetti medici della Fondazione Rava, ha presentato le caratteristiche dell’iniziativa “In farmacia per i bambini”, che l’anno scorso ha permesso di raccogliere 230.218 prodotti in 2.067 farmacie, grazie all’aiuto di 3.000 volontari, consegnati all’ospedale Saint Damien di Haiti e a 668 enti beneficiari.

Ambreck ha poi presentato sia una fotografia dell’alta partecipazione della Lombardia all’iniziativa (589 farmacie aderenti, 131 enti beneficiari, 1.178 volontari e 49.887 prodotti raccolti), sia uno studio da parte dell’Università Esade di Barcellona, con incrocio tra i dati regionali con quelli della raccolta lombarda.

Un minore su otto in povertà assoluta

La responsabile dei Progetti Italia della Fondazione, Elisabetta Strada, ha quindi ricordato i dati sulla povertà sanitaria pre-Covid: 9 milioni di persone sono in povertà relativa e 5 in povertà assoluta, con un minore su 8 in povertà assoluta.

Nel 2018 oltre 2 milioni di persone hanno rinunciato a esami e cure mediche e negli ultimi 12 mesi ben il 67% delle famiglie indigenti ha potuto, grazie alle donazioni della Fondazione, acquistare beni di prima necessità.

I bisogni degli enti beneficiari sono però molto aumentati con la pandemia, come dimostra una recente survey effettuata tra giugno e agosto 2020. Il 40% degli enti chiede aiuto, il 45% ha esaurito le scorte donate e il 90% afferma di essere in difficoltà nell’erogare i servizi, sia per carenze del personale, sia per l’aumento delle spese gestionali e per le minori entrate da rette e donazioni. I maggiori bisogni evidenziati riguardano i dispositivi sanitari di prevenzione, pannolini, latte in polvere, e sostegno per visite specialistiche.

Coronavirus: che cosa dobbiamo aspettarci

L’incontro è poi proseguito con una tavola rotonda, con la presenza di autorevoli esperti. In particolare, l’assessore regionale alle Politiche sociali, abilitative e disabilità, Stefano Bolognini, nel raffigurare il progressivo aumento della povertà non solo economica, ma anche culturale, ha presentato quanto fa la Regione Lombardia, impegnata a supportare gli enti in difficoltà e il terzo settore.

Il professor Massimo Galli, responsabile delle malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ha delineato lo stato dell’arte del Covid-19. Non pensa che ci sarà una seconda ondata del virus, ma il problema rimane grave, anche se non allarmante. Bisognerà aumentare i test rapidi e, soprattutto, far capire alla gente che oggi in ospedale si può tornare in sicurezza, per evitare il pericoloso abbandono delle terapie.

Il ruolo della farmacia

La presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, ha quindi ricordato il grande impegno dei farmacisti in questa grave emergenza: “Abbiamo stampato le ricette, perché i pazienti non potevano recarsi dai medici, abbiamo allungato i piani terapeutici, abbiamo portato le medicine a domicilio, soprattutto abbiamo aiutato psicologicamente la popolazione, con consigli e aiuti concreti. La Regione ha riconosciuto il nostro ruolo e ieri anche il Papa, in udienza a Sala Nervi, ci ha ringraziato”.

Annarosa Racca ha poi invitato tutti a partecipare all’iniziativa “In farmacia per i bambini” e a essere generosi. “Spero -ha detto- che il 20 novembre, oltre a raccogliere tanti prodotti, potremo anche fare i test rapidi in farmacia, così come ci richiede il professor Galli. La nostra disponibilità c’è”.