Sul tema “farmaci e ambiente” si è pronunciato il Parlamento europeo, approvando il 17 settembre una Risoluzione dedicata all’“Approccio strategico riguardo all’impatto ambientale dei farmaci”.

Federfarma ha commentato la notizia con una propria circolare, la numero 515 del 25 settembre (consultabile sul sito della Federazione, nell’area riservata), sottolineando la sensibilità della Ue riguardo alla problematica “farmaci e ambiente”, sia dal lato dell’impatto ambientale dei residui dei prodotti farmaceutici sia dal punto di vista del contrasto alla resistenza antimicrobica. Tra 2019 e 2020, infatt, si sono occupati della tematica Europarlamento, Commissione europea e Consiglio d’Europa.

La circolare di Federfarma si sofferma in particolare su alcuni aspetti importanti della Risoluzione del Parlamento e della Comunicazione della Commissione del marzo  2019. Riportiamo qui alcuni estratti del testo.

La Comunicazione della Commissione Ue

“La Commissione europea ha, per prima cosa, evidenziato la necessità di identificare misure da adottare o da esaminare ulteriormente per far fronte ai rischi potenziali dei residui farmaceutici nell’ambiente, nonché per contribuire all’azione dell’Unione volta a combattere la resistenza antimicrobica.

Altro punto d’interesse risulta essere l’idea della Commissione di fare in modo che le misure volte ad affrontare i rischi ambientali non compromettano l’accesso a trattamenti farmaceutici sicuri ed efficaci per pazienti e animali”.

La Risoluzione dell’Europarlamento

Dal canto suo, il Parlamento europeo ha rilevato “che le misure, ovvero le azioni proposte dalla Commissione nella sua Comunicazione, siano a carattere estremamente soft, ritenendo pertanto necessario individuare misure più efficaci per ridurre l’impatto negativo dei prodotti farmaceutici sull’ambiente. Altra considerazione interessante riguarda la necessità, per affrontare il problema dell’inquinamento da farmaci, di adottare un approccio olistico che includa tutti i soggetti interessati e che tenga conto dell’intero ciclo di vita dei medicinali”.

Ancora più importante -sottolinea la Circolare di Federfarma- il richiamo a organizzare campagne di informazione e di istruzione per il pubblico in merito ai pericoli legati a un consumo eccessivo di farmaci senza prescrizione, riflesso dell’aumento delle vendite di farmaci presso supermercati e siti on line senza una specifica raccomandazione medica”.

Il Parlamento europeo suggerisce alcuni provvedimenti da assumere per ottenere risultati concreti sul fronte farmaci a ambiente e contro la resistenza antimicrobica.

Federfarma riepiloga così i punti qualificanti della Risoluzione

  • Sostenere lo sviluppo di farmaci meno pericolosi per l’ambiente e promuovere processi produttivi più rispettosi dell’ambiente

Il Parlamento invita gli Stati membri e la Commissione a sostenere il settore della ricerca e dell’innovazione al fine di giungere alla produzione di farmaci intrinsecamente meno pericolosi per l’ambiente utilizzando processi di fabbricazione più sostenibili. Con riferimento alle prescrizioni dei farmaci, l’atto evidenzia la necessità di garantire adeguate prescrizioni di antimicrobici da parte degli operatori sanitari eventualmente elaborando apposite linee guida.

  • Incrementare le attività di sensibilizzazione e promuovere le misure di prevenzione e un impiego prudente dei farmaci

Si invitano Stati membri e Commissione a promuovere formazione per gli operatori sanitari, inclusi veterinari, medici e farmacisti e campagne di sensibilizzazione per i pazienti su un uso accorto dei farmaci, quali antibiotici e antidepressivi. Si invitano, inoltre, tutti gli attori della supply chain a fornire informazioni adeguate sulle possibili ripercussioni negative sull’ambiente di uno smaltimento scorretto dei farmaci. Gli operatori sanitari, invece, devono essere tenuti costantemente aggiornati sugli ultimi sviluppi della ricerca e sulle buone prassi quando si tratta di prevenire la diffusione della resistenza antimicrobica.

  • Ridurre la produzione di rifiuti e migliorarne la gestione

Si evidenzia la necessità di dispensare farmaci in quantità più ridotte e sempre più rispondenti alle necessità dei pazienti e senza causare difficoltà nell’accesso ai medicinali e riduzioni dell’efficacia dei trattamenti, ottimizzando le dimensioni delle confezioni e valutando la possibilità di estendere le date di scadenza per evitare che vengano inutilmente gettati farmaci che possano ancora essere utilizzati senza alcun rischio.

In tema di smaltimento dei farmaci, invita gli Stati a promuovere e applicare in maniera più determinante le disposizioni relative ai sistemi di ritiro dei medicinali inutilizzati.

  • Aumentare la trasparenza

Il Parlamento, infine, propone che le informazioni sulla presenza di farmaci nell’ambiente siano rese pubbliche a vantaggio di tutti gli attori del settore interessati e, a tal proposito, propone l’istituzione di un database pubblico che consenta la condivisione di tali elementi, nonché dei risultati delle valutazioni dei rischi ambientali dei prodotti farmaceutici. Si invita, infine, l’industria farmaceutica ad assicurare maggiore trasparenza divulgando l’origine dei farmaci e dei principi attivi farmaceutici nella fase di produzione delle materie prime: ciò al fine di garantire la tracciabilità totale di tutti i farmaci”.

Il Pgeu: valorizziamo la professionalità dei farmacisti

La circolare ricorda infine la Posizione comune espressa nel 2019 dal Pgeu, l’Associazione dei farmacisti europei, sul tema farmaci e ambiente, le cui osservazioni sono in parte riprese dalla Risoluazione, e che evidenzia come “la professionalità dei farmacisti sia tale da consentire loro di poter sensibilizzare l’opinione pubblica promuovendo l’uso corretto e consapevole dei farmaci, nonché il relativo e corretto smaltimento”.