Vendita on line di farmaci e giochi a premi? La Corte di giustizia europea ne valuterà la legittimità in seguito a un caso segnalato in Germania dai rappresentanti dei farmacisti tedeschi.

È noto come in alcuni Paesi europei sia legittima la vendita on line di farmaci etici. È meno noto, invece, come per spingere tali vendite la fantasia dei colossi che gestiscono tale business non conosca grandi confini.

La Corte di giustizia europea è stata chiamata a valutare la legittimità di abbinare la vendita on line di farmaci etici a un gioco a premi, in seguito a un caso segnalato dai farmacisti tedeschi.

L’affare di cui ci occupiamo parte nel marzo 2015, quando Doc Morris pubblicizzò tramite volantini in tutta la Germania un “Grande gioco a premi” con il quale assegnava come primo premio un buono per una bicicletta elettrica del valore di 2 500 euro, oltre ad altri premi minori. La condizione per la partecipazione all’estrazione consisteva nell’invio di una ricetta medica.

Facile pronosticare l’opposizione dei farmacisti tedeschi, con la questione che finisce alla fine davanti alla Corte di Giustizia Ue, che la iscrive in ruolo il 5 maggio 2020. Nel merito, la Corte federale tedesca chiede oggi che la Corte di giustizia si pronunci in merito a una pratica pubblicitaria che l’Ordine dei farmacisti tedesco ritiene contraria alle norme sulla concorrenza.

Il ricorso nazionale è stato respinto in primo grado e accolto in appello. Doc Morris ha proposto ricorso in Cassazione, il cui esito, secondo il giudice del rinvio, dipende dall’interpretazione del diritto europeo che dovrà dare la Corte di Giustizia.

In particolare, viene chiesto alla Corte europea di verificare se la legge tedesca in materia di pubblicità nel settore sanitario -che stabilisce l’inammissibilità di offrire o accettare vantaggi e altri regali promozionali per i prodotti farmaceutici a meno che siano articoli di scarso valore- sia compatibile con le disposizioni della Direttiva 2001/83, ovvero il Codice europeo sui medicinali a uso umano, che vieta qualsiasi pubblicità di farmaci che non favorisca un uso responsabile degli stessi.

Il dilemma dinanzi alla Corte

La Corte dovrà quindi stabilire se possa accettarsi l’interpretazione della normativa nazionale che inibisce a una farmacia per corrispondenza stabilita in un altro Stato membro di attirare clienti attraverso la promozione di un gioco a premi la cui partecipazione sia subordinata alla presentazione della ricetta medica di un medicinale soggetto a prescrizione, e il premio assegnato non sia un medicinale bensì un bene diverso (nella fattispecie, una bicicletta elettrica e spazzolini da denti elettrici) e non ci sia motivo di temere che venga incoraggiato l’uso irrazionale del farmaco.

La fattispecie concreta ha effettivamente aspetti insidiosi, in quanto il consumatore non sarebbe indotto a un consumo eccessivo di farmaci con prescrizione per il solo fatto di partecipare al gioco, poiché la condizione preliminare risiede nella prescrizione del medico e non in una scelta autonoma del paziente. Si pensi a tutto l’acceso dibattito che in Europa si aprì lo scorso decennio quando si tentò invano, inseguendo le fascinazioni dell’esperienza americana, di modificare la Direttiva Ue per inserire la possibilità di pubblicizzare farmaci etici.

Le ragioni dei farmacisti tedeschi sui rischi della vendita on line di farmaci abbinata a un gioco a premi.

Per i colleghi tedeschi la posta in gioco non è di poco conto, in quanto è in ballo la legittimità di una pratica pubblicitaria che potrebbe indurre il consumatore tedesco a prediligere, per la dispensazione dei farmaci contenuti nella sua prescrizione, la farmacia olandese online in ragione del gioco a premi piuttosto che la sua farmacia di fiducia.

In questo modo, il paziente verrebbe inoltre indotto a rinunciare a tutta l’attività di consulenza che viene fornita dal farmacista in farmacia all’atto della dispensazione.

La Sentenza della Corte è attesa nel 2021, probabilmente nel secondo semestre. (ML-EP)