La digital disruption in sanità, ovvero la rottura e il cambiamento prodotti dalla evoluzione digitale, sta cambiando profondamente il mondo della salute e quindi anche della farmacia. Molto ha contato nel velocizzare questi processi già in corso l’arrivo della pandemia Covid-19.

La digital disruption in sanità sta cambiando profondamente il mondo della salute e quindi anche della farmacia; uno studio dell’Osservatorio Innovazione digitale in Sanità, della School of management del Politecnico di Milano.

Molto dettagliata la fotografia offerta dall’“Osservatorio Innovazione digitale in Sanità”, della School of management del Politecnico di Milano, che analizza la grande accelerazione nella Sanità digitale impressa dalla pandemia Covid-19. Così grande da aprire ora, come rileva Pharmacy Scanner, nuove frontiere alla medicina e agli operatori sanitari.

Durante il distanziamento sociale, per esempio, il 50% dei medici ha lavorato in remoto ed è passato dal 5 al 10% l’uso delle televisite.

Applicazioni, ricette elettroniche, fascicolo sanitario elettronico: anche la farmacia è già pienamente coinvolta nello sviluppo dell’evoluzione digitale nella sanità.

Anche la farmacia è stata coinvolta in misura significativa dalla digital disruption, con i Nre e la stampa delle ricette elettroniche, le nuove app e la diffusione, seppur a macchie di leopardo, del Fascicolo sanitario elettronico (al momento se ne contano 18 milioni).

Ma la digital disruption in sanità ha toccato anche il cittadino, con il 79% che dichiara di cercare in rete informazioni sui corretti stili di vita, il 74% sulle malattie e il 73% sui farmaci e terapie,.

Va poi segnalato il grande aumento della spesa per la sanità digitale. Nel 2019 era cresciuta del 3%, raggiungendo 1,43 miliardi di euro, mentre oggi il 47% dei responsabili delle aziende sanitarie ritiene di dover aumentare gli investimenti. In particolare, il 37% delle strutture sanitarie sta sperimentando il telemonitoraggio (27% nel 2019) e il 35% la televisita (15% nel 2019).

Il boom di app e startup

Grande è stato lo sviluppo delle applicazioni registrato dall’Osservatorio del Politecnico di Milano: già molti medici consigliano ai pazienti app per migliorare l’attività fisica (44%), per ricordarsi i farmaci (il 36% dei medici specialisti e il 37% dei Mmg) e per monitorare i parametri clinici (il 35% specialisti e il 40% Mmg). E una buona percentuale è interessata a ricevere direttamente dai pazienti dati sui parametri clinici (51% degli specialisti e 30% dei Mmg) e sull’aderenza alla terapia (48% specialisti, 26% Mmg).

Interessante anche lo sviluppo delle startup che offrono servizi e applicazioni nell’ambito della salute (l’Osservatorio ne censisce 302 a livello internazionale) e che ricevono un finanziamento medio di 6,8 milioni di dollari, soprattutto per soluzioni che migliorano l’attività fisica (21,6 milioni), l’alimentazione (18,5 milioni), la salute della donna e la gravidanza (12,7 milioni).

Le prospettive future della farmacia

La farmacia può restare fuori da questa trasformazione digitale? L’Osservatorio Innovazione digitale in Sanità del Politecnico indica proprio la farmacia come uno dei principali canali d’accesso ai servizi sanitari: il 24% del campione dei cittadini analizzati ha pagato visite o esami e ha ritirato i propri referti in farmacia, il 21% ha prenotato una prestazione, mentre risultano meno utilizzati i servizi di telemedicina in farmacia. Più interessanti in prospettiva risultano poi i servizi legati all’attivazione del Fascicolo sanitario elettronico (18%) e la consegna a domicilio dei farmaci (18%).

In generale, però, emerge una conoscenza limitata, se non addirittura assente, degli strumenti che permetteranno di utilizzare la tecnologia digitale, soprattutto nell’ambito delle competenze necessarie alla gestione dei Big data e dell’intelligenza artificiale (Ai), con il rischio di creare pericolose diseguaglianze digitali.

Il futuro, quindi, ci riserva una grande sfida, cioè la diffusione di soluzioni tecnologiche nell’ambito della medicina preventiva, della gestione del paziente cronico e dell’aderenza terapeutica. Tutti campi in cui rientra anche l’attività della “Farmacia dei servizi”, perché, per raggiungere gli obiettivi desiderati, sarà necessaria la partecipazione di tutti gli attori del sistema salute, dai cittadini alle università, dalle istituzioni agli operatori sanitari territoriali, farmacie comprese.

Ecco un obiettivo impellente anche per la farmacia, che peraltro da sempre si vanta di essere ben attrezzata sul piano della gestione informatica del farmaco: la Banca dati Federfarma, per esempio, è un punto di riferimento accreditato sui consumi; la ricetta elettronica, la tracciatura del farmaco, l’informatizzazione di tutte le farmacie già ci pongono in pole position.

Ma l’accelerazione della digital disruption è forte e non si può rimanere a guardare, mentre passa il treno. Ecco allora un impegno grande per la categoria, che deve coinvolgere anche la formazione di base, per assicurare alla professione una crescita al passo con i tempi.