La farmacia supera la profumeria nei consumi di cosmetici per la prima volta, riuscendo a resistere meglio al terremoto generato dal Coronavirus, che ha causato, in questo terribile 2020, perdite di fatturato generalizzate.

Indagine congiunturale di Cosmetica Italia: nell’anno del Covid, le proiezioni indicano una perdita forte per tutto il settore, ma con un calo minore del previsto. E tra i canali di distribuzione c’è chi resiste meglio degli altri: il mass market diminuisce solo dell’1,7% e la farmacia supera la profumeria, perdendo soltanto il 2%, e diventando per la prima volta seconda in termini di valori.

La situazione è stata fotografata dalla consueta indagine congiunturale del Centro studi di Cosmetica Italia, secondo cui, nonostante l’inevitabile caduta di valori e quantità vendute, il settore ha saputo resistere alla crisi meglio di altri comparti paragonabili (quali abbigliamento, calzatura, pelletteria).

Moderato ottimismo di Cosmetica Italia per una ripresa nel 2021, perché il settore è solido e reattivo. Ma le incognite sull’evoluzione della pandemia condizionano ogni previsione.

Le stime parlano di un calo di fatturato dell’11,6%, ma si potevano temere risultati peggiori. Infatti, oggi il presidente di Cosmetica Italia Renato Ancorotti si dice “moderatamente ottimista” su una ripresa per il 2021, pur di fronte a tutte le incognite sullo sviluppo dell’epidemia, perché il cosmetico ha dimostrato di essere un settore solido, resiliente e reattivo, capace di investire in ricerca e innovazione anche nel bel mezzo della crisi Covid.

Il fatturato stimato per il 2020 è di 10,5 miliardi di euro. Sul calo dell’11,6% ha certo pesato la ritirata del mercato interno (-9,3%), ma ancor più la forte flessione delle esportazioni, da anni motore dinamico del comparto, che sono scese di 15 punti percentuali.

Soltanto le vendite on line sono cresciute

Il mercato interno è stimato intorno a 9.600 milioni di euro: lockdown, chiusure di attività, minore frequentazione degli esercizi da parte dei consumatori sono valsi una perdita di quasi 10 punti percentuali, che si è riflessa negativamente su tutti i canali, a eccezione di quello delle vendite on line, incentivate dalla drastica riduzione degli spostamenti e cresciute del 35%.

In questo quadro, però, c’è chi ha retto meglio e i due canali più resistenti sono mass market (che detiene una quota di mercato del 44% con 4300 milioni di euro e cala soltanto dell’1,7%) e la farmacia, che, secondo le proiezioni, risulta perdere solo il 2% per il 2020. È così che si registra, come detto, il sorpasso: infatti, la farmacia supera la profumeria e si colloca per la prima volta al secondo posto con 1840 milioni di euro (e una quota di mercato del 19%) contro i 1600 della profumeria, che ha sofferto un calo del 24% rispetto al 2019, scendendo al 16,4% nella ripartizione delle quote di  mercato 2020.

“Assieme alla grande distribuzione il canale farmacia ha evidenziato il minor impatto durante la pandemia, registrando trend di diminuzione ben al di sopra della media dell’intero comparto cosmetico”.

È forse un “sorpasso in retromarcia” quello della farmacia nell’anno del Covid, ma è comunque significativo, come sottolinea il rapporto del Centro studi: “Assieme alla grande distribuzione il canale farmacia ha evidenziato il minor impatto durante la pandemia, registrando trend di diminuzione ben al di sopra della media dell’intero comparto cosmetico”. Preoccupazioni per il futuro ci sono, inevitabilmente, ma i segnali di una buona capacità di resistenza sono incoraggianti per il comparto cosmetico in farmacia.

Per quanto riguarda gli altri canali, perdite pesanti un po’ per tutti: per l’acconciatura professionale -29%; per l’estetica -28,3%; per l’erboristeria -25%; per le vendite dirette porta a porta e per corrispondenza (-30%). (SV)