Comincia domani 2 ottobre, il Festival della scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e da Genius Bononiae-Musei della Città, in collaborazione con l’Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo. Federfarma ha dato il proprio patrocino al Festival.

Si tiene dal 2 al 17 ottobre il Festival della scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e da Genius Bononiae-Musei della Città, in collaborazione con l’Università di Bologna e con il patrocinio di Federfarma. Tema “Lezioni di medicina. Covid-19”: tutti gli eventi on line.

L’iniziativa è patrocinata da Federfarrna, che invita (cfr. Circolare 524 del 29 settembre sul sito) i farmacisti a seguire gli eventi di maggiore interesse per la categoria e a diffonderne la conoscenza sia presso i colleghi sia presso l’opinione pubblica, anche utilizzando la locandina della manifestazione allegata alla circolare.

Il Festival della scienza medica, giunto alla sesta edizione, si svolge dal 2 al 17 ottobre prossimi ed è accessibile interamente on line attraverso il sito dedicato, sul quale è reperibile il programma completo. Il tema dell’evento -articolato in incontri, convegni, lezioni magistrali- è “Lezioni di medicina. Covid-19”: la clamorosa esplosione della pandemia sarà oggetto di un confronto a tutto campo sull’emergenza sanitaria dai punti di vista medico-sanitario, scientifico, economico, sociale, politico, mediatico. Intervengono scienziati ed esperti nazionali e internazionali, tra i quali anche vari premi Nobel.

Gilberto Corbellini, direttore del Festival: “Un evento atteso da quasi mezzo secolo dagli infettivologi di tutto il mondo, quello di una pandemia influenzale devastante a livello planetario, ha assunto la fisionomia di un virus insolito e insidioso”.

Commenta il direttore scientifico del Festival della scienza medica Gilberto Corbellini: “Un evento atteso da quasi mezzo secolo dagli infettivologi di tutto il mondo, quello di una pandemia influenzale devastante a livello planetario, ha assunto la fisionomia di un virus insolito e insidioso, in grado di circolare quasi in incognito nell’80% della popolazione, creando qualche fastidio clinico al quindici per cento e mettendo a rischio la vita del cinque per cento, per la quasi totalità persone anziane o molto anziane e/o con polimorbilità. Nessun Big One insomma, anche se il perdurare della pandemia e l’esplosione di nuovi focolai, uniti alla debolezza, frammentarietà o scarsa razionalità delle strategie di contenimento, rischiano di produrre devastazioni economiche e sociali paragonabili alle più gravi epidemie della storia, come la Peste nera del Trecento o la Spagnola del 1918-19”.