Contro le carenze di farmaci la Ue ha deciso di impegnarsi a fondo, perché il problema è serio e generalizzato e rischia di mettere a repentaglio il diritto alla salute dei cittadini europei. L’Europarlamento ha da poco approvato una Risoluzione dedicata appunto alle carenze di farmaci (a cui si era accennato qui), nella quale suggerisce alcuni fondamentali passaggi da attuare per contrastare il fenomeno.

La Risoluzione del Parlamento europeo contro le carenze di farmaci indica quattro grandi aree di intervento che i Governi dei Paesi membri sono invitati a prendere in considerazione per attuare le misure più opportune.

Sono quattro le grandi aree di intervento individuate dalla Risoluzione dell’Europarlamento per risolvere l’annoso problema delle carenze di farmaci, che la pandemia Covid-19 ha ulteriormente aggravato. Su questi quattro punti evidenziati i Governi dei Paesi membri sono chiamati ora a intervenire, non soltanto per attenuare la carenza dei medicinali, ma anche per prevenirla. Vediamo quali sono.

Assicurare gli approvvigionamenti per garantire tutti i pazienti e ripristinare l’indipendenza sanitaria dell’Ue

Oggi nessuno Stato membro è autosufficiente: il 40% dei farmaci commercializzati previene da Paesi terzi e i principi attivi, dal 60 all’80%, vengono prodotti in Cina e India (60% del paracetamolo, il 90% della penicillina, il 50% dell’ibuprofene). Questa dipendenza va ora ridotta, sostenendo la produzione farmaceutica locale e introducendo incentivi affinché l’industria faccia tornare le proprie attività in Europa. Inoltre, gli Stati dovrebbero, in caso di carenze, garantire la sostituibilità a un prezzo equivalente o con rimborso simile, e stabilire efficaci sanzioni qualora le aziende non segnalino tempestivamente qualsiasi interruzione nell’approvvigionamento. Infine, bisognerà adottare misure più stringenti contro la diffusione di farmaci contraffatti (vendite on line) e, viceversa, incentivare l’ingresso sul mercato di farmaci generici e biosimilari.

Coordinare e completare le politiche sanitarie degli Stati membri

Va introdotta una maggiore trasparenza nella catena della produzione e distribuzione dei farmaci. Inoltre, gli Stati membri devono garantire scorte adeguate a livello nazionale e la Commissione deve costituire una riserva europea di medicinali di interesse sanitario e strategico. Quindi, va istituita una “Farmacia europea” per le emergenze, utilizzata in modo trasparente e responsabile. La Commissione, infine, valuterà l’impatto del commercio parallelo sulle carenze, adottando le misure necessarie per garantire che i farmaci raggiungano tutti i pazienti.

Rafforzare la collaborazione tra Stati membri

Primo obiettivo è creare una piattaforma digitale centralizzata per la trasmissione di informazioni sulle scorte disponibili e sulle carenze. È fondamentale allora migliorare la comunicazione tra operatori sanitari, in modo da garantire informazioni aggiornate sulle carenze esistenti e su quelle emergenti. Gli Stati membri devono poi combattere la disinformazione dei cittadini, per evitare l’uso improprio dei farmaci e scorte eccessive. Quindi, il foglietto illustrativo cartaceo va integrato da una versione elettronica e viene inoltre raccomandato lo studio di un catalogo comune delle carenze

Prevenire e affrontare le carenze in caso di crisi sanitarie

La Commissione dovrebbe adottare un piano europeo per garantire una risposta adeguata in caso di pandemie. A tal fine l’Esecutivo Ue deve armonizzare la concessione di licenze obbligatorie per farmaci come i vaccini, ed elaborare sistemi informatici per facilitare la tracciabilità, la fornitura tempestiva di farmaci e lo scambio di informazioni tra gli attori della catena logistica dei trasporti, con attenta gestione anche della catena del freddo. Dato che le quote di approvvigionamento da parte dei produttori sono fissate in base alle stime, a livello nazionale, delle necessità dei pazienti, si chiede alla Commissione di riflettere sui volumi delle scorte dei medicinali disponibili, soprattutto da parte dei distributori, che spesso causano rallentamenti.

L’impegno del Pgeu e di Federfarma

Nella circolare Federfarma (prot. n. 13010/525, disponibile, come di consueto, sul sito della Federazione), che dettaglia i contenuti della Risoluzione del Parlamento europeo, si ricorda anche l’impegno del Pgeu, il Gruppo farmaceutico europeo, sul problema delle carenze e il progetto di gemellaggio in corso con i colleghi di Francia, Spagna e Portogallo. Con loro Federfarma sta elaborando un progetto ormai in via di conclusione, dal quale emergeranno riflessioni da inoltrare alle rispettive autorità regolatorie.