Un maggiore coinvolgimento della farmacia nella gestione dei polimedicati è raccomandato dall’Ocse, l’organizzazione internazionale dei Paesi più industrializzati per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha pubblicato lo scorso 10 settembre un Paper sugli aspetti economici relativi all’assistenza dei cosiddetti polimedicati (potete leggerlo, in lingua inglese, qui).

L’Ocse consiglia un maggiore coinvolgimento della farmacia nella gestione dei polimedicati: favorirebbe l’aderenza terapeutica, la verifica delle possibili interazioni tra farmaci, la prevenzione degli eventi avversi.

L’Assistenza a lungo termine (Alt) è fenomeno che coinvolge un numero sempre maggiore di pazienti (25 milioni nei Paesi Ocse) e degenti con condizioni croniche e di comorbilità. Le previsioni suggeriscono che questa tendenza continuerà ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione.

Conseguentemente, anche la spesa per l’assistenza a lungo termine sta rapidamente aumentando, costituendo uno dei settori di spesa in più rapida crescita nel comparto della salute. Secondo lo studio, il costo totale dei ricoveri evitabili negli ospedali provenienti dall’Alt nel 2016 è stato di quasi 18 miliardi di dollari, equivalente al 2,5% di tutta la spesa per cure ospedaliere e al 4,4% di tutta la spesa per lunga degenza.

Inoltre, oltre la metà dei danni che si verifica in tali strutture di lungodegenza è prevenibile e oltre il 40% dei ricoveri negli ospedali sarebbe evitabile migliorando le pratiche di prevenzione e sicurezza e la preparazione del personale sanitario.

L’importanza del ruolo dei farmacisti

Tracciato tale scenario, l’Ocse ha evidenziato l’importanza del ruolo dei farmacisti territoriali, in particolare in relazione ai pazienti polimedicati. L’invecchiamento e la multimorbilità spesso richiedono che i pazienti più anziani assumano più farmaci per lunghi periodi della loro vita.

La gestione della compliance di tali pazienti diventa quindi di importanza fondamentale anche per evitare sovrapposizioni inutili e prescrizioni che comportano non soltanto un uso eccessivo e la duplicazione di farmaci assunti, ma anche rischi per la salute del paziente.

Tali rischi sono legati a scarsa aderenza alla terapia, interazioni farmaco-farmaco ed eventi avversi causati dai farmaci (Ade) a seguito di errori terapeutici, overdose o riduzioni della dose e interruzione della terapia. Circa un anziano su tre soggetto a polimedicazioni sperimenta un Ade e il rischio aumenta per ogni farmaco aggiuntivo. Tali pazienti spesso necessitano di una terapia acuta, che può comportare ricoveri di emergenza evitabili, degenze ospedaliere prolungate e un monitoraggio più attento nel tempo.

Ciò determina un onere sanitario ed economico significativo: si è stimato che in Europa il 3,6% dei ricoveri è causato da una reazione avversa al farmaco e ben un paziente su dieci sperimenta una reazione avversa al farmaco durante il ricovero in ospedale.

Per tale ragione, i medici dovrebbero valutare attentamente l’opportunità del trattamento. Tuttavia, nella pratica ciò si verifica raramente, a causa di vincoli di tempo, mancanza di informazioni sul rapporto rischio/beneficio e assenza di linee guida a sostegno della “de-prescrizione”.

L’Ocse, quindi, ritiene che un maggiore coinvolgimento dei farmacisti nella cura e nella revisione regolare della terapia dei pazienti soggetti a polimedicazioni determini la riduzione di prescrizioni inappropriate e frequenza degli Ade.

Collaborazione tra farmacisti territoriali e medici di base

Inoltre, una migliore collaborazione tra i farmacisti territoriali e i medici di base sembra migliorare la gestione farmaceutica appropriata nei pazienti più anziani e facilitare il processo decisionale in caso di prescrizione o “de-prescrizione”. L’implementazione della revisione dei farmaci e un più attento follow-up dei pazienti polimedicati da parte dei farmacisti territoriali sono stati associati a tassi sostanzialmente inferiori di ospedalizzazione dovuti a eventi avversi.

Inoltre, alcuni servizi sanitari nazionali hanno implementato strumenti di prescrizione digitale adattati ai polimedicati, che includono strumenti per registrare e condividere informazioni sulla prescrizione sicura.

A livello Ue, infine, è stato creato un progetto denominato Stimolare la gestione dell’innovazione della polimedicazione e dell’aderenza negli anziani (Simpathy), volto a implementare programmi di gestione utili a migliorare la sicurezza dei farmaci e a prevenire danni ai pazienti, disciplinando l’uso appropriato della gestione del malato cronico. (EP)