In Francia coinvolte direttamente anche le farmacie nello screening anti-Covid. Infatti, la moltiplicazione dei focolai di infezione verificatasi nelle ultime settimane ha reso necessario accelerare il sistema di screening e allargarlo al maggior numero di persone.

Via libera all’effettuazione di massa di test rapidi

Per tale ragione, un decreto pubblicato lo scorso 16 settembre sulla Gazzetta Ufficiale ha dato il via libera in Francia all’effettuazione di massa di test di diagnosi rapida per lo screening del Covid-19.

In base a tale decreto, che prescrive le misure generali necessarie per fronteggiare l’epidemia di Covid, le Agenzie regionali sanitarie (Ars), previa autorizzazione del Ministero della Salute, potranno avviare campagne collettive di screening mediante test diagnostici rapidi dell’antigene rinofaringeo (il tampone) in funzione delle priorità nazionali e delle scorte disponibili. Questi test consentiranno di sapere se una persona è positiva al virus del Covid-19 in meno di 20 minuti.

Il decreto parte dalla considerazione che, a causa dell’attuale situazione eccezionale, è necessario sollevare i laboratori medici dall’onere dello screening di massa nonché migliorare i tempi di trasmissione dei risultati dei test.

I test antigenici potranno essere eseguiti da un medico o da un operatore sanitario (compresi i farmacisti) sotto la responsabilità di un medico.

La somministrazione dei test dovrà però avvenire in un contesto ben regolamentato. I test antigenici potranno essere eseguiti da un medico o da un operatore sanitario (compresi i farmacisti) sotto la responsabilità di un medico.

Tuttavia, precisa il decreto, l’operatore sanitario deve verificare, prima di effettuare il test, che la persona soddisfi i criteri di ammissibilità previsti. Così, la somministrazione del tampone “non può riguardare né persone che manifestano sintomi di infezione da virus Sars-Cov-2, né persone identificate come casi di contatto”, che devono invece recarsi direttamente presso un laboratorio medico per eseguire il test. In caso di esito positivo, il risultato del test deve essere confermato da un esame per la rilevazione del genoma in un laboratorio medico.

In appendice al decreto, viene illustrato il protocollo che i sanitari dovranno rispettare. I farmacisti che parteciperanno a tale campagna eseguiranno il test antigenico “fuori le mura” ossia non nei locali della loro farmacia, ma in locali appositi.

Il ruolo delle farmacie nello screening anti-Covid

I farmacisti francesi continuano a rivendicare il loro ruolo nell’ambito delle strategie di screening, ma devono avere forniture di test in quantità sufficienti, ha sottolineato Gilles Bonnefond, presidente dell’Unione dei sindacati delle farmacie del territorio (Uspo). Pur accogliendo favorevolmente l’arrivo di questi test, Bonnefond ha dichiarato come occorra agire in funzione dei test disponibili e, “nella situazione attuale, è preferibile dare la precedenza a città, regioni, università, che si trovano ad aver a che fare con dei focolai”, per procedere poi con un graduale aumento. (EP)

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