In Francia l’onorario professionale fa crescere le entrate in farmacia. Secondo i calcoli del Servizio sanitario francese, riportati da Le Quotidien du Pharmacien, basati sui dati presentati lo scorso 20 settembre, ogni farmacia in Francia ha infatti ottenuto in media 14.180 euro di remunerazione aggiuntiva grazie alla riforma introdotta il 14 dicembre 2017.

Secondo i dati del servizio sanitario francese, l’onorario professionale introdotto nel 2017 determina maggiori entrate per le farmacie.

È stata infatti effettuata una simulazione della remunerazione che sarebbe stata conseguita dalla rete delle farmacie francesi nel 2019 applicando i criteri in vigore prima della riforma. Secondo tali calcoli, la remunerazione totale del 2019, che ora ammonta a poco più di 5,2 miliardi di euro, avrebbe di poco superato i 4,9 miliardi di euro applicando i vecchi parametri, con un miglioramento complessivo, quindi, di quasi 324 milioni di euro.

Analogamente, il margine lordo Ssn per farmacia nel 2019, sempre mantenendo i vecchi parametri, sarebbe stato di 215.000 euro contro i 229.000 euro effettivamente raggiunti con la modifica. Ciò significa che la riforma ha consentito a ogni farmacia di ottenere un incremento medio di 14.180 euro.

La riforma del sistema di remunerazione delle farmacie

L’emendamento 11, che modificò la Convenzione farmaceutica del 2012, venne firmato il 20 luglio 2017 dall’Unione nazionale delle casse mutue (Uncam) e dall’Unione dei sindacati dei farmacisti territoriali (Uspo). Con questa modifica si riformò il sistema di remunerazione delle farmacie basato sull’onorario professionale di dispensazione, ampliando le attività professionali dei farmacisti nel campo del miglioramento della qualità e dell’efficienza dei servizi da offrire al paziente.

Il piano della riforma si articolava in tre fasi, in modo da attenuare l’impatto della diminuzione dei prezzi sulla remunerazione. La riforma partita nel 2019 si basa, infatti, su tre diversi onorari professionali per ricetta, e non più legati alla singola confezione: uno per la dispensazione di farmaci rimborsabili, il secondo legato alla dispensazione di farmaci prescritti per bambini e anziani e l’ultimo legato alla dispensazione di prescrizioni contenenti farmaci di una certa complessità.

La seconda fase della riforma, avviata nel 2020, è stata invece costruita sulla rivalutazione di alcune categorie di onorari. L’attuazione della riforma è inoltre accompagnata da alcune clausole. Una clausola di salvaguardia, il cui scopo è sostenere la situazione delle farmacie per le quali l’effetto delle misure concordate comporterebbe una perdita della remunerazione complessiva.

Tale indennità, erogabile dall’assicurazione sanitaria obbligatoria, è corrisposta alle farmacie interessate, nel momento in cui la differenza tra la remunerazione dell’anno considerato e quello del 2017, è maggiore di una perdita di 350 euro, Iva inclusa.

Una clausola di salvaguardia in caso di andamento negativo per la farmacia

Dal 2021, nel caso in cui si riscontri un andamento negativo della remunerazione di almeno l’1% della remunerazione complessiva percepita dai farmacisti rispetto al 2016, le parti firmatarie adotteranno delle misure compensative per riequilibrare tala tendenza negativa.

“Il punto di forza di questa riforma è che non lascia indietro nessuno”, ha osservato Gilles Bonnefond, presidente dell’Unione dei sindacati dei farmacisti territoriali (Uapo). Bonnefond ricorda infatti che, nel 2019, 102 farmacie francesi hanno visto calare i loro risultati a causa della riforma e hanno ricevuto, grazie alla clausola di salvaguardia citata, un risarcimento dall’assicurazione sanitaria, per un totale di 396.369 euro. “Ciò significa che la riforma attuata va a vantaggio di tutte le farmacie”. (EP)

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