L’Enpaf ha approvato ieri il bilancio di previsione 2021 con risultati che, secondo l’ente, “confermano le prospettive di rafforzamento della gestione previdenziale”

Il consiglio nazionale dell’Enpaf ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione 2021: dati che “confermano le prospettive di rafforzamento della gestione previdenziale”.

L’Ente nazionale previdenza e assistenza farmacisti ha emanato un comunicato stampa che riporta i principali dati del bilancio dell’Enpaf 2021, dandone una valutazione positiva. Le voci principali segnalate sono le seguenti.

• utile di esercizio di oltre 129 milioni di euro

• entrate contributive stimate per un ammontare complessivo di circa 276 milioni di euro

• saldo previdenziale (differenza tra entrate contributive e uscite per prestazioni) a 107 milioni di euro

• le minori entrate riferite alla contribuzione soggettiva, pari a 3 milioni di euro, sono compensate dalla corrispondente previsione di entrata del contributo 0,5%, ex lege 205/2017, per oltre 4 milioni di euro

Emilio Croce, presidente dell’Enpaf: “Con le misure assistenziali messe in campo dal consiglio di amministrazione, abbiamo alleviato il bisogno di tutti i colleghi colpiti dal Covid-19 e continueremo a farlo fino al termine dell’emergenza epidemiologica”. 

Il presidente dell’Enpaf Emilio Croce ha commentato la severa situazione in cui si è venuta a trovare la categoria con l’arrivo di Covid-19, sottolineando l’operato dell’ente a sostegno dei colleghi colpiti o messi in difficoltà dalla pandemia (un articolo sull’argomento lo trovate qui).

“In questo delicato momento storico -ha detto Croce- con le misure assistenziali messe in campo dal consiglio di amministrazione, abbiamo alleviato il bisogno di tutti i colleghi colpiti dal Covid-19 e continueremo a farlo fino al termine dell’emergenza epidemiologica. L’ente, infatti, conferma la propria presenza attiva al fianco degli iscritti contagiati dal virus e, nella denegata ipotesi di decesso, dei loro eredi, a prescindere dalla condizione contributiva e reddituale”.

“Ci attendono mesi difficili -conclude il presidente dell’ente- ma credo che la nostra professione, nell’unità, riuscirà a consolidare ulteriormente il proprio ruolo insostituibile di presidio sanitario al servizio dei cittadini, in molti casi integrativo alle funzioni della medicina territoriale”.