Un altro lutto per Covid in farmacia e criticità aperte sul tema dei vaccini. Su questi temi è intervenuta in queste ore Federfarma con due opportune note, ribadendo la gravità dell’emergenza Coronavirus. Innanzitutto, in pochi giorni ben tre titolari di farmacia sono morti a causa del Covid-19: ai due siciliani Rosario Guastella e Antonio Pampallona (vedi qui) si è aggiunto ieri il napoletano Enzo Bosso, titolare a Castellammare di Stabia, portando così a 20 il triste computo dei farmacisti scomparsi

Un altro lutto per Covid in farmacia: pochi giorni dopo Guastella e Pampallona, ci lascia il collega Enzo Bosso di Castellammare di Stabia. Si spera che arrivi presto il vaccino anti-Covid, ma intanto continuano i problemi su quello antinfluenzale: Federfarma segnala che le dosi non sono arrivate in quantità sufficienti.

La pandemia li ha colti mentre svolgevano la loro opera al servizio della collettività e ha così privato le comunità in cui operavano del loro prezioso e importante apporto professionale. “Diviene persino difficile, di fronte a questa catena di lutti -commentano Fofi e Federfarma in un comunicato congiunto- trovare le parole per esprimere la vicinanza ai familiari dei deceduti, ai loro amici e colleghi e a tutti coloro che li hanno conosciuti e, conoscendoli, apprezzati”.

L’emergenza, quindi, rimane purtroppo sempre grave e il solo spiraglio offerto è legato alla speranza di poter presto accedere al vaccino anti-Covid. Certo che preoccupa non poco l’esperienza quest’anno maturata con i vaccini antinfluenzali, purtroppo carenti nelle varie Regioni.

A parte qualche esempio virtuoso, come Lazio ed Emilia Romagna, le farmacie non hanno potuto, infatti, distribuire il vaccino alla popolazione attiva, quella peraltro che, per motivi di lavoro o di studio, è più esposta al contagio. Le dosi promesse o non sono arrivate, o lo sono state in dosi insufficienti a far fronte alla domanda dei cittadini, come precisa Federfarma in un suo comunciato.

Cossolo (Federfarma): “Nel meccanismo di approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali qualcosa non ha funzionato. Bisogna correre ai ripari, per evitare di ritrovarsi in questa incresciosa situazione anche il prossimo anno”.

“È evidente -afferma il presidente Marco Cossolo– che nel meccanismo di approvvigionamento dei vaccini qualcosa non ha funzionato. Bisogna correre ai ripari, per evitare di ritrovarsi in questa incresciosa situazione anche il prossimo anno”.

Alcune unioni regionali Federfarma -come Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Umbria- hanno deciso di cedere le poche dosi ricevute, insufficienti a far fronte alla domanda dei cittadini, alle strutture pubbliche impossibilitate a soddisfare le richieste da parte delle persone a rischio.  “Un gesto di sensibilità civica -precisa Cossolo- riconosciuto e apprezzato pubblicamente dalle autorità locali”.

Rimane il fatto che questa negativa esperienza va superata, magari con acquisti centralizzati a livello nazionale, anche per evitare simili disservizi con il prossimo arrivo del vaccino anti-Covid. “È urgente superare le criticità legate al modello attuale di approvvigionamento e distribuzione dei vaccini -conclude la nota Federfarma- perché il diritto alla salute deve essere garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e non può dipendere dalla capacità della singola amministrazione regionale”.