Per i giovani il farmacista viene prima del medico. Ce lo dice un’indagine condotta da Laboratorio Adolescenza, dall’Istituto di ricerca Iard e dalla Clinica pediatrica Università di Pavia – Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, ed effettuata, in collaborazione con Federfarma e con il sostegno incondizionato di Reckitt-Benckiser, in periodo pre Covid su 2.100 studenti delle scuole medie superiori. Scopo dell’inchiesta era indagare quale sia il rapporto dei giovani con la salute e con i professionisti sanitari.

Una recentissima indagine rivela come per i giovani il farmacista venga prima del medico, dal quale si recano troppo poco. Il 70% degli adolescenti giudica invece la farmacia un “luogo gradevole e accogliente” e il farmacista “un professionista competente a cui rivolgersi per un consiglio” 

Ebbene, risulta che i ragazzi evitino i controlli sanitari e oltre il 60% vada dal medico solamente in presenza di una specifica patologia o, al massimo, 1-2 volte l’anno. E questo vale non soltanto per il ricorso al medico di medicina generale, ma anche per gli specialisti, i dentisti, gli oculisti e i dermatologi.

La causa non è soltanto la mancanza di malattie e il fatto che i giovani normalmente stanno bene, ma è anche dovuto a una mentalità familiare, per cui i problemi di carattere sanitario vanno gestiti dalle madri. Per esempio, quando si tratta di assumere un antidolorifico spetta ai genitori consigliarlo (per il 44,4%), e soltanto il 37% consulta il medico (il 4% lo sceglie da solo e il 3% si fa consigliare dall’allenatore). Eppure sarebbe opportuno, almeno le prime volte, seguire le indicazioni del medico nella scelta del farmaco più adatto, sia per il dosaggio, sia per evitare rischi di interazioni o intolleranze.

Ancora più significativa è, per le ragazze, la mancata visita dal ginecologo. Risulta, infatti, che il 57% delle ragazze intervistate, di età tra i 14 e i 19 anni, non si è mai sottoposta a un controllo ginecologico, ritenuto appuntamento riservato soltanto alle donne adulte. E questo anche se dall’indagine è risultato che il 50% delle ragazze intervistate aveva un ciclo anticipato, o ritardato o comunque non regolare.

Cossolo (Federfarma): “Essere riusciti a guadagnare la fiducia degli adolescenti, pubblico non facile da attrarre, è indubbiamente una bella soddisfazione”.

E qual è, invece, il rapporto dei giovani con la farmacia? Qui i dati sono più soddisfacenti: il 70% degli adolescenti la giudica un “luogo gradevole e accogliente” e soltanto il 30% la ritiene ambiente “asettico o tetro”.

Inoltre, se abbisognano di un farmaco non di prescrizione, è al farmacista che chiedono consiglio (per il 38%) e, più in generale, è positivo il giudizio che gli attribuiscono: il 67%, infatti, considera il farmacista “un professionista competente a cui rivolgersi per un consiglio” e meno del 20% lo descrive come un commerciante “venditore di medicine”.

Più che soddisfatto il presidente di Federfarma, Marco Cossolo: “Essere riusciti a guadagnare la fiducia degli adolescenti, pubblico non facile da attrarre -ha detto- è indubbiamente una bella soddisfazione”.