L’area benessere e salute è una delle più coinvolte dall’espansione dei nuovi sistemi digitali, che apportano non soltanto innovazione, ma anche una grande quantità di nuove informazioni, a volte addirittura eccessive. Gli esperti, per esempio, calcolano che ci vorrebbero addirittura circa 6 milioni di anni per guardare i video che le reti globali trasmettono in un mese. Molte di queste notizie riguardano il tema “benessere e salute” e viene allora da verificare qual è il loro impatto sui consumatori italiani. Ce lo illustra l’importante azienda di servizi di consulenza e revisione Deloitte, che ha presentato, durante il II Annual meeting di Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, uno studio dal titolo “Benessere e Salute: comprendere il futuro che ci aspetta”.

Uno studio sul futuro dell’area “benessere e salute”, realizzato da Deloitte, analizza l’effetto dei cambiamenti portati dallo sviluppo dei sistemi digitali, soprattutto per quanto riguarda l’impatto della grandissima quantità di informazioni che arrivano ai consumatori italiani.

L’inchiesta di Deloitte analizza le forze del cambiamento legate all’innovazione. Le nuove disponibilità digitali, in particolare, ci riempiono di informazioni, ma la quantità non porta automaticamente a una maggiore conoscenza, tanto più se si considera che 4 italiani su 5 non sono in grado di riconoscere una fake news.

Partiamo da un dato: benessere e salute, intesi anche come voler vivere bene, rappresentano i bisogni più importanti dichiarati dagli italiani e sono la principale area di spesa per tre quarti dei nostri concittadini, stima peraltro in linea con il resto del mondo. Non soltanto le visite di prevenzione, i check up e i vari esami di controllo, ma anche la cura dei propri cari sono oggetto di tanta attenzione, in particolare nelle famiglie con persone anziane. Il 60% degli italiani, infatti, assiste in prima persona i propri familiari, l’80% tra gli over 55 anni.

Dal 74% degli italiani l’innovazione è stata giudicata positiva, tuttavia verso la salute gli italiani si dimostrano ancora abbastanza tradizionalisti: il 79% si rivolge ai medici, il 24% alla diagnostica tradizionale e solamente il 7% si avvale di applicazioni digitali (per esempio, per prenotare visite on line). Come strumenti che facilitano l’accesso alle cure sono citati, in particolare, quelli che facilitano i tempi delle liste di attesa (52% in Italia, 37% all’estero), mentre assumono al momento minore importanza i servizi digitali di monitoraggio della salute, la consegna dei farmaci a domicilio e la telemedicina

L’informazione in rete su salute e benessere secondo gli italiani

In particolare, l’84% degli italiani afferma che l’innovazione ha portato a un incremento delle informazioni, ma:

  • il 35% (39% all’estero) non si fida delle informazioni su web
  • il 55% (51% all’estero) si fida solo per alcune tipologie di informazioni o fonti
  • il 10% si fida sempre

 Si consideri, inoltre, che:

  • nell’80% dei casi (65% all’estero) le informazioni sono ritenute d’aiuto solamente se confrontate con familiari, amici, o specialisti
  • ben 9 italiani su 10 ritengono il negozio fisico ancora una necessità in molti settori

Concludendo, “benessere e salute” rappresentano, secondo Deloitte, “un bisogno ampio, importante e in evoluzione, ricco di innovazioni, su cui diversi player di diversi settori sono già attivi e rispetto al quale i clienti sono pronti a valutare modalità innovative, purché stimolati al cambiamento e gli operatori siano credibili e affidabili”.

Partiamo dal principio che la credibilità e l’affidabilità del farmacista sono ben note e ampiamente condivise dagli italiani, come risulta da molte ricerche. Vale allora la pena che il farmacista consideri con attenzione che l’innovazione stimola il presente, e che il cambiamento, determinando “l’opportunità di gestire tutte le necessità del cliente”, diventa la chiave per creare competizione.

Sulla digitalizzazione nel campo della salute, potete leggere un articolo anche qui.