Mascherine e ossigenoterapia e pratiche scorrette: l’Antitrust interviene con multe severe a due aziende. Alla notizia Federfarma ha dedicato un’ampia circolare, la n. 17390/698, disponibile sul sito della Federazione.

L’Antitrust ha multato due aziende, ritenendole responsabili di pratiche commerciali scorrette e messaggi pubblicitari ingannevoli e aggressivi riguardanti mascherine e ossigenoterapia.

Come riporta la circolare di Federfarma, l’Autorità Antitrust ha “chiuso due procedimenti nei confronti delle società Genium S.r.l. e Tiger Group S.r.l., rispettivamente proprietarie dei siti internet oxystore.it e tigershop.it. Le società sono state sanzionate per pratiche commerciali scorrette e messaggi pubblicitari ingannevoli e aggressivi, consistenti nella vendita di mascherine senza certificazione CE e kit per ossigenoterapia con presunte capacità di contrasto al Covid-19”.

Le sanzioni inflitte dalla Autorità garante della concorrenza e del mercato sono state di 50mila euro per Genium e di 550mila euro per Tiger Group.

Pericoli per la salute e la sicurezza degli acquirenti

Genium è stata sanzionata per avere diffuso, dal 9 al 30 marzo 2020, tramite il proprio sito web oxystore.it e sulla relativa fanpage di Facebook, messaggi pubblicitari orientati a sponsorizzare la vendita, a un prezzo variabile tra i 995 e i 2.995 euro, di un “kit di prevenzione” per ossigenoterapia. I messaggi millantavano efficacia in termini di protezione e di contrasto rispetto al Sars-Cov-2, mettendo in pericolo la salute e la sicurezza degli acquirenti.

L’Antitrust ha ritenuto che la società “abbia sfruttato lo scenario di crisi pandemica allarmante, proponendo, quale indebita soluzione, strumenti di ossigenoterapia con presunte capacità di contrasto e cura del Covid-19, millantandone l’efficacia e sfruttando la ridotta capacità di valutazione degli acquirenti, che, in quei momenti, era ampiamente alterata dalla situazione di emergenza e preoccupazione dovuta all’aumento dei contagiati”.

Genium non è stata invece sanzionata per la vendita di mascherine chirurgiche a prezzi variabili tra 1,20 e 1,15 euro (prima della Covid-19 il costo era meno di 10 centesimi): in questo caso l’Antitrust ha ritenuto che quei prezzi fossero “congrui e non tali da configurare gli estremi dello sfruttamento della situazione di emergenza sanitaria all’epoca in atto”.

Recapitate mascherine diverse da quelle ordinate

L’Autorità garante ha sanzionato poi la società Tiger Group “per avere venduto, tramite il proprio sito internet e a prezzi speculativi, ovvero dai 9,99 agli 11,99 euro l’una, mascherine descritte come Dpi ovvero filtranti e di classe FFP2, ma, invero, rilevate, all’atto della consegna ai consumatori, come difformi rispetto a quanto reclamizzato, nonché pericolose per la salute e la sicurezza degli acquirenti”.

Le indagini hanno accertato, infatti, che “le mascherine recapitate erano puntualmente diverse da quelle ordinate in termini di livello di protezione e capacità filtrante, di appartenenza a noti marchi di produzione, ed erano prive di validazioni emesse dagli organi competenti nonché prive di certificazione CE, necessarie alla vendita all’interno dell’Ue”.

Inoltre, ha ritenuto l”Antitrust, “i Dpi venivano proposti al pubblico tramite messaggi ingannevoli e aggressivi millantanti presunte capacità di prevenzione rispetto al contagio da Covid-19”.

Federfarma sottolinea infine alcuni dati rilevati dalla Gdf  “utili a descrivere il fenomeno. A fronte della sanzione di 550mila euro, infatti, è risultato che il proprietario di tigershop.it abbia acquistato in tutto 47.600 mascherine destinate a essere offerte come “FFP2”, per un esborso complessivo di 271.614 euro. Sono state vendute 36.520 mascherine a circa 9.000 consumatori, con un corrispondente ricavo di 394.000 euro”.