Come sarà la vita degli italiani dopo il Covid-19? Tutto tornerà come prima? No, per un italiano su tre le abitudini acquisite in quest’emergenza (mascherine, lockdown, distanziamento sociale, smart working eccetera) lasceranno ferite indelebili: precisamente per il 39% delle donne e per il 35% degli uomini. Questi ultimi sono più fiduciosi di poter riprendere le vecchie abitudini e di dimenticare la brutta esperienza, soprattutto le persone sopra i 55 anni e quelle che vivono nei piccoli Comuni del Nord Italia. Così almeno risulta da un’indagine condotta da Noto Sondaggi per conto del quotidiano “Il Sole 24 Ore”.

Un’indagine di Noto Sondaggi per “Il Sole 24 Ore” fotografa le attese e le speranze degli italiani dopo il Covid e il loro bilancio del difficile anno dominato dal virus: in cima alle aspettative, c’è l’esigenza di più servizi sanitari e sociali.

In particolare, che cosa ci porteremo dietro nel prossimo futuro dopo un 2020 “anno bisesto e proprio funesto”? Innanzitutto, un particolare apprezzamento per internet, che ci è stato vicino sia nei rapporti sociali, sia nelle attività lavorative. Il 41% degli italiani, infatti, ha usato la rete, per lavoro (call, webinar, eccetera) e per i contatti sociali, il 44% vi ha fatto ricorso per giocare on line (tra i più giovani la percentuale sale al 59%), e il 76% per fare videochiamate. Un italiano su due (50%) l’ha usato per ordinare la spesa da casa, non soltanto per comodità, ma anche per sicurezza, mentre la percentuale sale al 62% per gli acquisti on line in generale.

Il ricorso alle televisite, con il medico a distanza, risulta invece inferiore a quanto succede all’estero: ha interessato soltanto il 16%, forse perché molti ambulatori rimangono chiusi e questa abitudine, ora destinata ad aumentare, era finora in Italia pressoché sconosciuta (sulle prospettive della telemedicina, vedi anche qui).

Internet migliora la qualità della vita

Probabilmente per gli italiani dopo il Covid internet avrà un peso maggiore di prima: infatti, il Coronavirus ha avuto l’effetto di incrementare negli intervistati il giudizio che internet migliora la qualità della vita. Per esempio, permette di coltivare i propri interessi per l’86%, di acquistare comodamente beni e servizi per l’82%, di mantenere le relazioni sociali e di informarsi per il 72% e di curarsi per il 35% (una percentuale ridotta rispetto alle altre, perché, evidentemente, con medico e farmacista il paziente desidera un rapporto in presenza).

Non tutto di internet e del digitale, però, è gradito. Lascia molti dubbi, per esempio, il rapporto con l’informazione: il 48% degli intervistati, infatti, giudica in modo negativo l’ampia disponibilità di informazioni, perché crea ansia (quel continuo stillicidio di dati su morti e contagi è stato sicuramente ansiogeno). Ne hanno sofferto in maggioranza le donne (53%), soprattutto le più giovani, anche se non va sottovalutato quel 42% di intervistati che dichiarano di gradire questa disponibilità di notizie, perché dà la sensazione di un maggior controllo di come il virus si stia comportando.

La novità del telelavoro

Interessante è anche verificare come gli italiani abbiano gestito il telelavoro. Lo smart working è piaciuto al 70% degli intervistati, perché avrebbe migliorato la loro vita, così come il part time (per il 54%). In particolare, il 68% ha manifestato gradimento per le riunioni e i corsi d’aggiornamento on line.

Lavorare a casa, quindi, piace, ma dove si vorrebbe abitare? Il 46% giudica migliore la vita lontano dai centri urbani, il 38% ritiene sia meglio vivere nei piccoli centri e solo il 9% nelle grandi città. Addirittura il 51% ha pensato, almeno una volta negli ultimi mesi e in relazione al Covid, di cambiare il luogo di residenza. Ne consegue poi che il 52% degli italiani giudica fondamentale investire sul trasporto pubblico, dimostrando particolare interesse per uno sviluppo sia delle piste ciclabili (66%), sia del car sharing (49%) e del bike sharing (48%).

Sviluppare la rete di assistenza sul territorio

E dopo la brutta esperienza e le tante privazioni sopportate, quali sono i desiderata espressi dagli intervistati? Che cosa vorrebbero avere gli italiani dopo il Covid? L’articolo de “Il Sole 24 Ore” conclude indicando quali interventi gli italiani giudicano ora più urgenti, per migliorare la loro qualità della vita. Innanzitutto, chiedono una maggiore presenza sul territorio di medici e servizi ospedalieri (86%), di servizi sociali (78%) e, a seguire, di forze dell’ordine (77%), asili nido, palestre e centri sportivi pubblici.

Lo sviluppo della rete assistenziale territoriale -e quindi anche della farmacia, capillare presidio sanitario- rimane, nell’immaginario collettivo, la richiesta prioritaria e imprescindibile per migliorare la qualità della vita e per ritornare, dopo i rigori della pandemia, “a riveder le stelle”.