Il Pil italiano nel 2021 crescerà, ma di quanto? Dopo un anno sventurato come il 2020, una ripresa è indispensabile e anche possibile: l’avvio della campagna vaccinale per contrastare la pandemia e i fondi europei che saranno messi a disposizione dell’Italia dovrebbero consentire una risalita, anche se ci vorrà tempo per tornare ai livelli pre-Covid (secondo la Banca d’Italia, non prima del 2023).

Di quanto crescerà il Pil italiano nel 2021, dopo il crollo del 2020? Le previsioni non sono tutte concordi: la più ottimistica indica un +4,7%. Dipenderà dall’efficacia della campagna vaccinale e dai fondi europei in arrivo.

Sono state formulate varie previsioni e proiezioni in queste ultime settimane da parte di istituzioni ed enti autorevoli: valutazioni concordi sul fatto che il Pil italiano nel 2021 crescerà di alcuni punti, ma divergenti nella quantificazione delle percentuali, soprattutto data la difficoltà di prevedere l’andamento della pandemia nei prossimi mesi.

Banca d’Italia aveva in un primo tempo, l’estate scorsa, ipotizzato un aumento del 4,8%, poi, nelle valutazioni più recenti, lo ha ridotto al 3,5% (in ogni caso, sarebbe un sollievo dopo un 2020 che ha segnato un crollo di nove punti, contro il -7,8% dell’area euro).

L’Istat, nel suo Rapporto di dicembre 2020, prevedeva invece un aumento del 4%.

Un recente studio di Intesa Sanpaolo (“Outlook 2021”) delinea una prospettiva più ottimistica: un incremento del 4,7%.

La prossima evoluzione di produzione, consumo, commercio è purtroppo legata alla curva dei contagi, i cui dati di inizio 2021 non sono rassicuranti. Secondo l’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, se la strategia sanitaria anti-Coronavirus darà buoni frutti, la seconda parte dell’anno appena cominciato potrebbe far segnare una ripresa significativa della nostra economia.

Superare lo stato di incertezza generale

Fondamentale sarà riuscire a superare lo stato di incertezza che ha soffocato ogni attività per mesi sino a oggi, paralizzando consumi e investimenti, per effetto non soltanto dei divieti e limitazioni imposti dalle autorità, ma anche dello stato d’animo di disorientamento, quando non di paura e pessimismo, diffuso nella maggioranza degli italiani (su un argomento collegato, leggete qui).

L’analisi di Intesa Sanpaolo (curata da Gregorio De Felice) punta molto sull’efficacia del vaccino anti-Covid: quanto più le vaccinazioni anti-Coronavirus avvicineranno il raggiungimento dell’immunità di gregge o per lo meno la protezione dei soggetti più vulnerabili, tanto più si ridurranno le misure restrittive e i comportamenti prudenziali delle persone, consumatori e operatori economici.

L’altro elemento trainante saranno naturalmente i fondi europei di Next Generation Eu.

Secondo Intesa Sanpaolo, si può ritenere che la crescita mondiale nel 2021 sarà del 4,8% (dopo il -4,1% del 2020), trascinata soprattutto dai Paesi asiatici e dagli Stati Uniti.

Anche per quanto riguarda l’Europa, la seconda parte dell’anno, dovrebbe portare a una ripresa (in novembre la Commissione europea aveva previsto un incremento del 4,2% nel 2021).

Il rischio della “terza ondata”

Gli analisti di Intesa Sanpaolo mettono in conto anche la possibilità che i contagi non si riducano in maniera rilevante nella prima parte dell’anno o che possa arrivare la temuta “terza ondata” e che ciò costringa il Governo a mantenere in vigore provvedimenti limitativi. Questo andamento causerebbe una ulteriore contrazione dell’economia italiana, che, anche considerando una relativa ripresa nella seconda metà del 2021, potrebbe allora crescere di un risicato 2-2,5%.

Prima ripartiranno gli investimenti, poi i consumi

Se le cose andranno nel modo più auspicabile, saranno prima gli investimenti e dopo i consumi a far ripartire l’economia italiana (valutazione espressa anche nelle analisi svolte dalla Banca d’Italia): per Intesa Sanpaolo, i primi dovrebbero aumentare, nel 2021, del 10,6% (erano scesi di 8 punti), mentre i secondi del 4,8%. (SV)