È possibile stilare il bilancio consuntivo della farmacia per il 2020, grazie alla disponibilità dei dati definitivi sul mercato del farmaco e del canale in un anno devastato dall’emergenza Coronavirus (che peraltro ancora ci perseguita)

Il bilancio consuntivo della farmacia nel 2020 ci dice che il fatturato è calato in media relativamente poco (-1%) rispetto a tante altre attività commerciali, ma l’impatto dell’anno del Coronavirus è stato molto differente da una zona all’altra, con diverse farmacie che hanno subìto perdite durissime.

Diciamo subito che è impietoso fare confronti con altre attività commerciali, perché la perdita dell’1% del fatturato farmacia 2020 è ben poca cosa rispetto a quella a doppia cifra registrata in molte altre attività. Ma è impietoso anche dire che l’azienda farmacia non ne esce poi male da questo “annus horribilis”, perché la media statistica in questo caso è assolutamente insincera e deviante.

Ci sono infatti farmacie che hanno perso pressoché tutto (quelle dei centri commerciali per molti mesi chiusi), altre con segni negativi dal 30 al 50% (soprattutto nei centri storici), e altre con altrettanti segni positivi (nei piccoli centri e nelle zone residenziali), a causa del lockdown e dello smart working, che hanno desertificato i centri e le zone industriali. Mai come in questo caso, a fronte di un dato economico generale devastante, il Covid-19 ha agito sulle singole farmacie in modo diversificato e non statisticamente assimilabile.

Giro d’affari di 23,7 miliardi di euro

Ma andiamo ai dati elaborati da Iqvia e riportati da “Pharmacy Scanner”, che ci dicono come in generale sia andata meno male del previsto, perché i 23,7 miliardi di euro del giro d’affari totale della farmacia, con i 2,4 miliardi di confezioni vendute, sono -come abbiamo detto- soltanto di poco inferiori a quanto conseguito nel 2019.

Farmaci etici in calo, mercato commerciale stabile

In particolare, il mercato etico ha raggiunto i 13,7 miliardi di fatturato, segnando un -3% rispetto all’anno precedente, mentre il mercato commerciale, pari a 10 miliardi di euro, ha segnato un pari e patta con il 2019. In particolare, è il farmaco Otc a segnare un decremento significativo (-5%), a causa soprattutto della mancata epidemia influenzale (per esempio, i prodotti per tosse e raffreddore perdono un 10%), mentre un positivo +10% è stato registrato dal segmento patient care.

Nel cosmetico la farmacia supera la profumeria

In generale, non è andata male per il cosmetico (-2%), soprattutto se lo confrontiamo con il giro d’affari delle profumerie (-24%), chiuse per molte mesi, il che ha consentito alla farmacia di superarle nella classifica dei canali distributivi, posizionandosi così al secondo posto dopo il mass market. Qui, in particolare, è andata bene per le creme mani (+26% rispetto al 2019), mentre le vendite dei prodotti corpo sono rimaste immutate e, invece, hanno perso i solari (-19%), i prodotti viso e beauty (-8 e -5%).

L’exploit dell’e-commerce

Il vero boom in farmacia, però, l’ha segnato l’e-commerce, con incrementi sempre a doppia cifra: + 53% a valori e +66% in quantità. Anche i punti vendita sono aumentati, raggiungendo ora i 1.142 esercizi.

Effetto Coronavirus sui prodotti venduti

L’effetto Covid si è visto soprattutto sul segmento termometri (+141%) e saturimetri (+1.057%), su vitamine e immunostimolanti (+43%), sui prodotti per il sonno (+33%) e calmanti (+8%), sui digestivi e gli antiacidi (+4%). Positivi anche i risultati dei prodotti veterinari (+10%), anche se qui il Covid c’entra poco (forse maggiore attenzione, stando a casa, per i nostri piccoli amici?), rispetto a iniziative di successo di alcune aziende del settore.

E, per finire, va anche segnalato lo sviluppo, da settembre, dei test anti-Covid (+139%), un mercato ancora tutto da scoprire.