Fondamentale vaccinare i farmacisti contro il Coronavirus subito: il tema arriva in primo piano nelle aule parlamentari con la richiesta contenuta in un’articolata interrogazione rivolta al ministro della Salute dai deputati di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato, Maria Cristina Caretta e Emanuele Prisco.

Garantire accesso prioritario alla vaccinazione anti-Covid ai professionisti sanitari, come i farmacisti, che in questi mesi si sono impegnati per la tutela della salute dei pazienti. Lo chiede una interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute da tre deputati di Fratelli d’Italia.

Secondo quanto si evince dal Piano strategico per la vaccinazione anti-SarsCoV-2/Covid-19 elaborato dal Ministero della Salute, dall’Istituto superiore di sanità e dall’Aifa -affermano i deputati di Fratelli d’Italia- sembrerebbero sussistere alcune categorie alle quali somministrare con priorità il vaccino. Tra le predette categorie, definite appunto come prioritarie, la prima è quella che il piano evidenzia come segue: «Operatori sanitari e sociosanitari: Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati…».

Le lacune delle norme attualmente in vigore, evidenziate dall’interrogazione parlamentare e dalla Fnomceo.

Sembrerebbe, dunque, che dalla citata categoria, così come dal resto dell’elenco, siano esclusi i medici specialisti, gli odontoiatri e i farmacisti che operano in ambito privato ovvero coloro che sono privi di rapporti contrattuali con il Servizio sanitario nazionale, benché, di fatto, contribuiscano quotidianamente e senza alcun timore a tenere saldamente operativa l’intera architettura sanitaria del Paese e continuino, sottoponendosi al rischio di contagio da Covid-19, a curare i propri pazienti e a prestare servizi sanitari fondamentali in un momento complesso e delicato come quello dell’emergenza sanitaria in atto.

Secondo fonti di stampa -proseguono Gemmato, Caretta e Prisco- pare che la predetta esclusione sia prevista anche «dal decreto ministeriale inoltrato alle Regioni per avviare la campagna vaccinale, in cui si riconosce un accesso prioritario al vaccino per gli operatori sanitari con studi pubblici e privati “accreditati con il Servizio sanitario nazionale”».

La Fnomceo e la Commissione albo odontoiatri (Cao) hanno evidenziato questa mancanza nel testo di una comunicazione inviata al ministro della Salute nel mese di dicembre 2020. Al riguardo, il presidente di Fnomceo specificava alla stampa quanto segue: «abbiamo sostenuto le ragioni di tutti gli iscritti ad accedere al vaccino perché tutti fanno parte di un’unica filiera sanitaria e sono, per questo, maggiormente esposti al contagio e a loro volta in grado di contagiare. Quindi andrebbero inseriti nelle categorie con accesso prioritario».

Alla richiesta di Fnomceo e Cao si è aggiunta quella rivolta già a novembre 2020 dalla Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi): «I farmacisti sono sempre stati in primissima linea durante la pandemia. Hanno continuato a garantire il loro servizio sul territorio anche durante il lockdown e, come i medici e gli infermieri, hanno pagato un pesante tributo anche in termini di vite. Un sacrificio ben compreso anche dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ci ha assicurato che anche noi farmacisti dovremmo essere ricompresi tra gli altri operatori sanitari».

Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute: vaccinare i farmacisti contro il Coronavirus, inserendoli tra le categorie prioritarie.

Al riguardo, fonti di stampa riportano anche le dichiarazioni del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che, riferendosi alle categorie prioritarie, ha affermato: «Credo che dovrà essere fatta qualche modifica, come già anticipato autonomamente da qualche Regione: io per esempio inserirei anche i farmacisti, che hanno avuto dei morti durante la prima ondata, e gli odontoiatri, che operano a contatto diretto con tutti i pazienti».

Appare, dunque, conclamata la necessità di includere, all’interno della categoria prioritaria degli operatori sanitari definita dal piano, anche i medici specialisti, gli odontoiatri e i farmacisti che operano in ambito privato e che, al pari dei colleghi che prestano servizio nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, sono da mesi impegnati costantemente nelle cure dei pazienti e si sottopongono, con coraggio e abnegazione, al rischio di contagio da Sars-CoV-2. Alla luce di queste considerazioni i deputati di Fratelli d’Italia, prendendo atto che, a tutt’oggi, non sembra sia stato determinato alcun provvedimento in merito, chiedono al ministro della Salute di adottare iniziative urgenti volte a includere nella categoria degli operatori sanitari e sociosanitari che hanno diritto all’accesso prioritario alla somministrazione del vaccino anche i medici specialisti, gli odontoiatri e i farmacisti che operano in ambito privato.

De Filippo (Pd): ampliare la categoria dei professionisti sanitari da vaccinare in via prioritaria, includendo medici, pediatri, odontoiatri, farmacisti, biologi e comunque tutti gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie.

Analoghe considerazioni sull’opportunità di vaccinare i farmacisti, i medici, i pediatri e tutti i professionisti sanitari in via prioritaria sono espresse in un’interrogazione rivolta al ministro della Salute dal deputato Pd Vito De Filippo. L’onorevole evidenzia che la vaccinazione dei professionisti impegnati in prima linea aiuta, come sottolinea il Piano vaccini, a mantenere la resilienza del servizio sanitario. Tale approccio, però, non risulta essere applicato anche ai medici, pediatri, odontoiatri, farmacisti, biologi e comunque a tutti gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie di cui alla Legge 11 gennaio 2018, n. 3, anche privati non convenzionati e liberi professionisti, che svolgono un’importante azione di medicina territoriale in tutti i settori della sanità e che, al pari dei loro assistenti e personale di studio, sono quotidianamente a stretto contatto con i pazienti. Di Filippo chiede quindi che anche queste categorie vengano inserite tra quelle da vaccinare in via prioritaria. (PB)

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