La telemedicina in farmacia è uno dei temi principali del documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni a fine 2020 per stabilire regole generali uniformi sul territorio per l’erogazione di prestazioni sanitarie a distanza. La telemedicina ha ricevuto un forte impulso dall’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia, perché, nell’attuale perdurante situazione di difficoltà, diventa un mezzo importante per assicurare la continuità assistenziale.

Il documento della Conferenza Stato-Regioni sulle prestazioni sanitarie a distanza fornisce anche indicazioni per la telemedicina in farmacia e sulle attività che possono esservi svolte.

Il documento scaturito dall’accordo in Conferenza Stato-Regioni si intitola “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina”: Federfarma gli ha dedicato un’ampia circolare, la 72/2021, disponibile sul sito della Federazione insieme con il testo integrale.

Le “Indicazioni nazionali” definiscono innanzitutto la finalità delle prestazioni di telemedicina, ossia:

• gestione di situazioni di emergenza

• monitoraggio di patologie di forte impatto organizzativo per il Ssn

• accessibilità alle prestazioni in zone decentrate o dal domicilio del paziente

.• controllo medico a distanza

• certificazione medica

Il documento individua poi le prestazioni di telemedicina di tipo ambulatoriale riconducibili ai Livelli essenziali di assistenza erogabili in regime di telemedicina: televisita, teleconsulto medico, teleconsulenza medico-sanitaria, teleassistenza da parte di professioni sanitarie, telerefertazione.

Oltre alle indicazioni che riguardano il personale medico e infermieristico, il documento dedica significativo spazio al ruolo dei farmacisti e alla telemedicina in farmacia. Riportiamo qui una sintesi delle attività che si possono svolgere nelle farmacie, sulla base della circolare 72 di Federfarma.

Che cosa si può fare in farmacia

Farmacia dei servizi e telerefertazione

Nell’ambito della telerefertazione rientra l’attività svolta dalle farmacie per quanto riguarda l’effettuazione di ecg, holter cardiaci e pressori, telespirometria, refertati a distanza grazie al collegamento con centri specialistici. Si tratta di prestazioni che rientrano nel campo di attività della Farmacia dei servizi.

Al riguardo -commenta Federfarma- “sono oltre 5.300 le farmacie che erogano prestazioni di telemedicina nell’ambito del network Htn-Federfarma, con il supporto di Promofarma. Nell’anno 2019, nonostante il perdurare dell’emergenza sanitaria, sono state erogate oltre 140.000 prestazioni (-8% rispetto al 2019), di cui oltre 85.000 ecg, oltre 14.200 holter cardiaci e quasi 22.000 holter pressori. Tali esami hanno permesso di rilevare oltre 8.000 anomalie o alterazioni della traccia elettrocardiografica, 4.560 aritmie maggiori e oltre 8.000 trend pressori anomali, a dimostrazione dell’elevata valenza di prevenzione dell’attività di telemedicina in farmacia”.

“L’importanza di tali servizi -osserva la circolare- in particolare, ma non solo, nelle aree disagiate e distanti dai presidi sanitari pubblici, è stata confermata dalla norma inserita nella Legge 176/2020, di conversione del cosiddetto Decreto Ristori, che ha previsto lo svolgimento di prestazioni di telemedicina a carico del Ssn presso le farmacie operanti nei Comuni o centri abitati con meno di 3.000 abitanti e il riconoscimento di un credito d’imposta per l’acquisto o il noleggio delle relative apparecchiature” (vedi qui).

Teleassistenza

Anche il servizio di teleassistenza può trovare applicazione in farmacia, con la possibilità di collegamento in videochiamata tra farmacista e paziente. A tale proposito, Federfarma ricorda che, “nell’ambito dei servizi messi a disposizione delle farmacie da parte di Promofarma, nell’ambito della piattaforma DottorFARMA, è presente anche “Connessa”, che permette la prenotazione da parte del cittadino e lo svolgimento di videochiamate con la propria farmacia di fiducia per consulenze su tematiche di salute”.

Il supporto al paziente in difficoltà

Un ambito di attività in cui il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, coinvolge esplicitamente la farmacia è il supporto al paziente, “laddove il paziente fosse in difficoltà a reperire presso il proprio domicilio gli strumenti informatici per la televisita”. In quel caso, potranno essere valutati “opportuni accordi che permettano di usufruire in modo conveniente di postazioni dedicate messe a disposizione da enti prossimi al domicilio dello stesso, farmacie, studi medici dei Mmg/Pls”.

Telemedicina e Servizio sanitario nazionale

Il documento fissa inoltre le regole per l’erogazione in regime di Ssn, equiparando il sistema di remunerazione/tariffazione delle prestazioni di telemedicina a quello applicato per l’erogazione delle medesime in modalità “tradizionale”.

Deve essere garantita la rilevazione delle attività erogate a distanza sia nei flussi di rendicontazione sia del referto. A tal fine è previsto un adeguamento dei flussi informativi attualmente attivi (compreso quello ex art. 50 e Dema).

Il paziente deve dare la propria adesione preventiva all’erogazione delle prestazioni di telemedicina e, a tal fine, deve essere adeguatamente informato rispetto a modalità di svolgimento della prestazione, professionisti coinvolti e trattamento dei dati personali.

Alle attività in telemedicina si applicano tutte le norme legislative e deontologiche proprie delle professioni sanitarie.

Il dcoumento indica come fondamentalie l’osservanza di alcuni standard indispensabili per fornire prestazioni di telemedicina: infatti, “il servizio deve essere erogato nel rispetto di standard di base che garantiscano un costante collegamento tra medici e pazienti, accesso agevole e sicuro ai dati da parte dei medici e dei pazienti, compatibilità con le norme in materia di tutela dei dati personali, certificazione dell’hardware e/o del software. I soggetti erogatori delle prestazioni, inoltre, devono garantire il rispetto di una serie di standard di servizio, atti ad assicurare le massime garanzie di efficienza, trasparenza e qualità delle attività svolte”.

Per quali pazienti non è consigliata la telemedicina

È sconsigliato il ricorso a prestazioni di telemedicina nei seguenti casi:

– pazienti con patologie acute o riacutizzazioni di patologie croniche in atto

– pazienti con patologie croniche e fragilità o con disabilità che rendano imprudente la permanenza a domicilio