I dati del mercato cosmetico 2020 e le previsioni per il primo semestre del 2021 sono da considerare abbastanza soddisfacenti, data la difficilissima situazione prodotta dalla pandemia. Lo dimostra la consueta Indagine congiunturale elaborata dal Centro studi di Cosmetica Italia, che sottolinea come il comparto cosmetico abbia “saputo reagire in maniera pragmatica evidenziando, a fine 2020, andamenti ben superiori a quello di settori del made in Italy, spesso molto più celebrati, come nel caso dell’abbigliamento, che perde oltre il 30%, così come la pelletteria e il tessile”.

L’indagine congiunturale di Cosmetica Italia: il mercato cosmetico ha retto più di altri al catastrofico 2020 segnato dal Coronavirus. Forti cali di fatturato, ma minori rispetto a settori comparabili e prospettive di ripresa nel 2021, virus permettendo. Farmacia e Gdo i canali che hanno resistito meglio ai colpi della crisi, contenendo le perdite.

Era inevitabile che i dati (preconsuntivi) relativi al 2020 mostrassero un segno “meno” pesante, ma, secondo il rapporto, il settore ha retto meglio del previsto e si può auspicare una ripresa nel 2021, anche se ogni previsione è condizionata dall’incertezza sull’andamento della pandemia e sull’efficacia delle contromisure approntate, a cominciare dai vaccini.

Come dice il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti, la natura anticiclica del mercato cosmetico e lo status di beni indispensabili acquisito da questo genere di prodotti inducono all’ottimismo nei confronti di una ripartenza. Ci si può attendere per l’anno in corso un incremento del 6%, a livello di settore, rispetto al 2020.

Grande protagonista del settore è stato, e certo sarà anche nel 2021, l’e-commerce, entrato massicciamente a far parte delle abitudini dei consumatori, limitati nei loro spostamenti dall’emergenza coronavirus, e già da tempo attratti da questa nuova modalità di acquisto (sul tema, leggete qui).

I numeri del rapporto sul mercato cosmetico

Fatturato dell’industria 2020: 10,5 miliardi di euro (-12,8%)

Esportazioni 2020: 4,1 miliardi di euro (-16,5%)

Mercato interno 2020: 9,5 miliardi di euro (-9,6%)

La farmacia secondo canale a valori: il sorpasso sulla profumeria è evidente. Perdite ridotte nel 2020 (-2,5%) e ripresa nel 2021 (+3,5%).

Per quanto riguarda l’andamento dei vari canali di distribuzione, la farmacia, insieme con la Gdo, è quello che ha subìto il minore impatto durante la pandemia -osserva il Centro studi di Cosmetica Italia- “registrando trend di diminuzione ben al di sopra della media dell’intero comparto cosmetico. Infatti, alla fine del 2020, la contrazione dei consumi nel canale si assesta attorno al 2,5% per un valore che a fine anno tocca i 1830 milioni di euro: il valore, pur inferiore ai precedenti esercizi, consente il sorpasso del canale profumeria (1500 milioni di euro), che nel periodo di lockdown ha registrato contrazioni ben più importanti e radicali. Durante il 2020 si è osservata la sostanziale normalità del consumo di cosmetici nelle farmacie. Situazione attesa anche per il primo semestre 2021, con una crescita stimata di oltre tre punti percentuali”.

Un bilancio e una prospettiva abbastanza positivi per la farmacia, nonostante le persistenti incognite sulla ripresa della frequentazione da parte della clientela e i dubbi sugli effetti dello sviluppo dell’e-commerce. Ma il rapporto conferma che la fiducia dei consumatori nel canale resta intatta.

Gli altri canali

La Gdo (4250 milioni di euro) rimane il primo canale per quota di mercato (41%): nel 2020 ha perso il 2,5% a valore, ma dovrebbe risalire del 3,5% nel primo semestre del 2021.

Gli altri canali hanno registrato perdite percentuali molto dure: profumeria -27%; erboristeria -26%; vendite dirette -30%; saloni di acconciatura -28,5%; centri di estetica -30,5%. Eccezione vistosa è l’e-commerce, cresciuto invece del 42%: il valore delle vendite supera ormai i 700 milioni di euro, quarto posto tra i canali e quota di mercato del 7,4%.

Nel 2021 (proiezioni sul primo semestre), le cose andranno sperabilmente meglio: se l’e-commerce dovrebbe aumentare di un ulteriore 40%, i professionali (acconciatura ed estetici) dovrebbero recuperare un 10%, la profumeria il 2%, l’erboristeria il 12%, le vendite dirette il 4%. Farmacia e Gdo, come detto, +3,5%. (SV)