Vaccinazione dei dipendenti anti-Covid e privacy: il Garante ha messo a disposizione sul proprio sito le principali domande con relative risposte (le cosiddette Faq) per chiarire una materia di stretta attualità, essendo in corso la campagna vaccinale, e che riguarda molto da vicino gli operatori sanitari. Alla notizia ha dato rilievo anche Federfarma, con la propria Circolare 107/2021, disponibile sul sito.

Il Garante per la privacy risponde sul proprio sito alle domande sul tema della vaccinazione dei dipendenti contro Covid-19 in relazione alla tutela della privacy, un tema che riguarda da vicino gli operatori sanitari.

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha inteso “fornire indicazioni utili a imprese, enti e amministrazioni pubbliche affinché possano applicare correttamente la disciplina sulla protezione dei dati personali nel contesto emergenziale, anche al fine di prevenire possibili trattamenti illeciti di dati personali e di evitare inutili costi di gestione o possibili effetti discriminatori”.

I chiarimenti del Garante

Riportiamo le principali indicazioni fornite dal Garante su vaccinazione dei dipendenti contro Covid-19 e rispetto della privacy personale.

• Il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali. Ciò non è consentito dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro né dalle disposizioni sull’emergenza sanitaria. Il consenso del dipendente non può costituire, in questi casi, una condizione di liceità del trattamento dei dati. Il datore di lavoro può, invece, acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica redatti dal medico competente.

• II medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica 

• In attesa di un intervento del legislatore nazionale che eventualmente imponga la vaccinazione anti-Covid quale condizione per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro, come nel contesto sanitario, si applicano le disposizioni vigenti sulle “misure speciali di protezione” previste per tali ambienti lavorativi (art. 279 del D.lgs. n. 81/2008).

• Anche in questi casi, solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario e il contesto lavorativo, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti. Il datore di lavoro deve quindi limitarsi ad attuare, sul piano organizzativo, le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità.