I farmacisti dei Veneto non hanno accesso prioritario al vaccino anti-Covid e protestano contro quella che considerano una scelta ingiusta e incoerente. Alle loro contestazioni fa eco l’interrogazione parlamentare del senatore Antonio De Poli , che chiede chiarimenti ai ministeri competenti.

Un’interrogazione parlamentare del senatore De Poli raccoglie le proteste dei farmacisti del Veneto contro il mancato inserimento della categoria nella lista regionale degli accessi prioritari alla vaccinazione anti-Covid.

Il senatore di Forza Italia Antonio De Poli ha infatti presentato un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza e alla ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini in relazione alla notizia del mancato inserimento dei farmacisti nella lista prioritaria del piano vaccinale della Regione Veneto per l’immunizzazione da Covid-19.

Tale circostanza -osserva De Poli- ha sollevato proteste da parte della categoria, che si sente penalizzata. La farmacia rappresenta uno dei primi presidi territoriali sanitari, un luogo delicato dove il livello di esposizione al rischio di contagio è elevato e pertanto l’accesso prioritario dei farmacisti al vaccino dovrebbe essere fuori discussione.

Alla luce di queste considerazioni, De Poli chiede di sapere se i ministri Speranza e Gelmini non reputino assolutamente urgente intervenire, per quanto di loro competenza, per consentire a tutto il personale che gravita intorno a una farmacia di essere vaccinato per evitare sia ulteriori contagi sia la chiusura di presidi sanitari strategici per il cittadino, riconoscendo, così, il giusto merito ai tanti lavoratori che con dedizione, generosità e impegno hanno garantito un servizio indispensabile.

Realdon, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Verona e della Consulta del Veneto: “Sono stati chiamati per la vaccinazione anti-Covid gli operatori sanitari, gli operatori dell’emergenza, i dipendenti delle case di riposo, gli odontoiatri, mentre i farmacisti, che da sempre si trovano a stretto contatto con il cittadino, sono ancora a rischio”. 

E’ proprio di ieri il comunicato stampa dell’Ordine dei farmacisti di Verona (che si aggiunge alle proteste e agli appelli di altri colleghi del Veneto), che fa notare come in altre Regioni chi lavora in farmacia sia stato messo nella lista di priorità e sia stato vaccinato (si legga, per esempio, qui). Inoltre, proprio in Veneto, è stata recentemente chiusa una farmacia di Portogruaro (Venezia), perché i quattro farmacisti in servizio sono risultati positivi al Coronavirus.

Commenta Federico Realdon, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Verona e presidente della Consulta degli Ordini del Veneto: “Sono stati chiamati per la vaccinazione anti-Covid gli operatori sanitari, gli operatori dell’emergenza, i dipendenti delle case di riposo, gli odontoiatri, mentre i farmacisti, che da sempre si trovano a stretto contatto con il cittadino, sono ancora a rischio”.

A proposito della farmacia di Portogruaro, Realdon sottolinea che “la chiusura di una farmacia rurale è un grande problema. Le piccole realtà di paese, come nel caso del comune veneziano, sono gli unici presidi sanitari presenti in quel territorio, e, a causa di un’improvvisa chiusura, verrebbero meno i servizi di assistenza al cittadino”.

Zerbinato, vicepresidente dell’Ordine di Verona: ”Siamo stati dimenticati dal piano vaccinale della Regione Veneto”.

Aggiunge Matteo Zerbinato, vicepresidente dell’Ordine dei farmacisti di Verona: ”Siamo stati dimenticati dal piano vaccinale della Regione Veneto. Noi farmacisti siamo sempre stati in prima linea nel garantire assistenza al cittadino in questo lungo periodo di emergenza sanitaria e, proprio per questo motivo, dovremmo essere tutelati al meglio per non mettere a rischio la salute del cittadino, il quale ha il sacrosanto diritto di trovare farmacie Covid-free al pari delle altre strutture sanitarie. Il Consiglio dell’Ordine dei farmacisti di Verona e la Consulta del Veneto avevano già preannunciato questo problema ma, nonostante i continui appelli, siamo ancora in trincea e senza una copertura vaccinale”.