Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale – Simg, ha espresso il punto di vista dei mmg sulla campagna vaccinale anti-Covid in corso: “I vaccini siano destinati in base all’Indice di vulnerabilità per Covid-19, sulla base anche delle nostre indicazioni”. La questione  è chiaramente esposta in una lettera che la Simg ha inviato al ministro della Salute Roberto Speranza.

Lettera della Simg al ministro della Salute: “I vaccini siano destinati in base all’Indice di vulnerabilità per Covid-19, sulla base anche delle nostre indicazioni”. Il presidente Cricelli: “Per noi vale il parametro della vulnerabilità per Covid-19, cioè il rischio reale rispetto a tale patologia”.

La campagna vaccinale anti-Covid ha per obiettivo finale la vaccinazione di massa, ma attualmente ci troviamo nella fase in cui si devono stabilire le priorità, cioè chi debba essere vaccinato prima. Come si è visto in queste settimane, esistono alcune indicazioni generali, ma non c’è poi uniformità nei criteri applicati dalle varie Regioni (si legga, per esempio qui).

L’intervento della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (questo il nome completo di Simg) presso il Ministero intende portare il contributo dei medici di famiglia indicando un punto di riferimento: quello, appunto, dell’indice di vulnerabilità per Covid-19.

Spiega il presidente della Simg Claudio Cricelli: “Riteniamo che debba essere data immediata priorità, nel piano vaccinale per Covid-19, ai pazienti affetti da una o più patologie croniche sulla base del calcolo del cosiddetto ‘Indice di Vulnerabilità per Covid-19’. Questo parametro fa riferimento non a una generica “fragilità” ponderata per età, sesso e patologie intercorrenti, ma valuta più nello specifico la vulnerabilità per Covid-19, cioè il rischio reale rispetto a questa patologia”.

“Questo calcolo -prosegue il professore- può essere facilmente eseguito dai medici di famiglia sulla base delle cartelle cliniche aggiornate regolarmente per ogni paziente. La correlazione tra il dato dell’età e le patologie croniche con grave impatto sulla vulnerabilità e la mortalità per Covid-19 è ormai universalmente studiata, conosciuta e accettata. La pandemia ha mostrato come tali patologie rappresentino oggi uno straordinario micidiale fattore di rischio nell’aumentare la mortalità in chi è affetto da Sars-CoV-2”.

La lettera inviata ai vertici della Sanità italiana

Alla lettera inviata al ministro Speranza (e, per conoscenza, ai direttori generali del Ministero, all’Istituto superiore di sanità, all’Aifa , al Consiglio superiore di sanità, all’Agenas, al consigliere del Ministero Walter Ricciardi), la Società di medicina generale ha allegato i dati analitici del Rapporto della Simg e dell’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che illustrano, con l’ausilio delle cifre, la relazione tra patologie croniche e multimorbilità e fragilità generale e rischio di vulnerabilità per Covid-19.

Cricelli: “Ai medici di medicina generale è affidato il maggior onere della presa in carico dei cittadini insieme fragili e vulnerabili. È evidente che la maggiore protezione vaccinale contro il Covid-19 vada riservata a questi pazienti attraverso una valutazione sapiente e ponderata dell’Indice di vulnerabilità per Covid-19”.

Precisa Cricelli: “Ai medici di medicina generale del nostro Paese è affidato il maggior onere della presa in carico di tali cittadini, insieme fragili e vulnerabili. È evidente che la maggiore protezione vaccinale contro il Covid-19 vada riservata a questi pazienti attraverso una valutazione sapiente e ponderata dell’Indice di vulnerabilità per Covid-19”.

Nella lettera al ministro, vi è anche una parte dedicata a quei farmaci per la terapia di patologie croniche come il diabete e la Bpco, la cui prescrizione è riservata agli specialisti e non consentita ai medici di base. Vi sono infatti alcuni medicinali innovativi, sicuri ed efficaci per la cura di queste malattie che finiscono per essere sottoutilizzati, rispetto alle loro potenzialità terapeutiche, a causa di questa limitazione contro cui si sono pronunciati da tempo sia i mmg sia gli specialisti (per quanto riguarda il diabete, potete leggere sul sito “tuttodiabete.it” qui, qui e qui).

Osserva in proposito Cricelli: “Poiché alcune malattie croniche costituiscono un gigantesco fattore di rischio per Covid-19, è indispensabile che sia immediatamente consentito anche ai medici di famiglia di poter utilizzare e prescrivere tutte le risorse terapeutiche e tutti i farmaci per patologie come diabete e Bpco, sinora riservati alla prescrizione da parte degli specialisti. Tutti i cittadini affetti da malattie croniche hanno il diritto di avere accesso attraverso il loro mmg a farmaci e terapie indispensabili per la buona cura delle cronicità, oggi ancor più rilevanti in quanto fortemente protettivi contro il Covid”.