I vaccini anti-Covid-19 messi a punto sono ormai piuttosto numerosi, anche se il problema della disponibilità delle dosi è ancora aperto. Merita dunque di essere ripreso l’articolo di Margherita De Bac apparso sul Corriere della Sera, perché offre una utile e rapida guida ai vari vaccini anti-Covid-19 al momento disponibili o in arrivo. Ecco, in sintesi, quanto indicato.

• Pfizer-BioNTech

Prodotto da una partnership Usa-Germania, è il primo dei vaccini anti-Covid-19 reso disponibile (a fine dicembre 2020), utilizzato in Italia innanzitutto per vaccinare gli operatori sanitari, i residenti delle Rsa e gli ultra 80enni. Agisce attraverso il codice genetico correlato alla produzione della proteina Spike, che il virus usa per agganciarsi alla cellula umana e infettarla e così il sistema immunitario riceve le informazioni necessarie per intercettare e neutralizzare l’arrivo del Sars-CoV-2. Va somministrato in due dosi a distanza di tre settimane e presenta un’efficacia di oltre il 90-95%. È indicato dai 16 anni in su e va conservato a -70°.

• Moderna

Prodotto negli Usa e secondo arrivato in Italia (ai primi di gennaio), usa la stessa tecnologia di quello Pfizer-BioNTech e ha un’efficacia del 95% (cioè protegge 95 persone sulle 100 vaccinate). Va utilizzato dai 18 anni in su e viene somministrato in due dosi, a distanza di 4 settimane. Deve essere conservato a -20°.

• AstraZeneca

Di nazionalità inglese e svedese, è il terzo arrivato (a fine gennaio), e utilizza una tecnica consolidata: l’impiego di adenovirus, cioè virus responsabili, tra l’altro, di raffreddori e congiuntiviti, che vengono depurati e inattivati per poter creare vaccini. In questo caso abbiamo un adenovirus dello scimpanzé che, reso innocuo per l’uomo, trasporta nelle cellule umane il codice genetico della proteina (Spike) del virus contro cui innescare la produzione degli anticorpi. La sua efficacia è del 62%, ma aumenta man mano fino a raggiungere l’80% entro la dodicesima settimana, quando viene inoculato il richiamo. È molto più maneggevole dei precedenti vaccini, perché va conservato in frigorifero, a 2-8°.

• Janssen

Janssen è l’azienda farmaceutica dell’americana Johnson&Johnson e il suo arrivo in Italia è previsto per aprile. Al momento è l’unico vaccino monodose, che non richiede richiami. La tecnica utilizzata è simile a quella utilizzata per il vaccino AstraZeneca, cioè dell’adenovirus animale reso innocuo. La sua efficacia è valutata dal 72% all’86% e va conservato in frigorifero tra 2-8°.

• Sputnik

Il vaccino russo prevede due dosi, da somministrare a distanza di tre settimane, ciascuna veicolata con un diverso adenovirus che trasporta la proteina Spike. Deve ancora essere approvato dall’Ema (vedi notizia qui) e il suo meccanismo è simile a quello di AstraZeneca e Janssen, cioè introdurre la protezione di Spike nelle cellule per stimolare una risposta immunitaria tale da poter neutralizzare il virus. L’efficacia dichiarata è del 91,6%, e viene prodotto con formulazione congelata a -18° e liofilizzata a 2-8°.

• CureVac

Il vaccino CureVac è prodotto da un’azienda tedesca in partnership con Bayer e utilizza la tecnica del Rna messaggero, come Pfizer-BioNTech e Moderna. Dovrebbe arrivare sul mercato per fine maggio-giugno, avendo appena cominciato l’iter in Ema per l’autorizzazione (vedi sito dell’Aifa, sezione “Sicurezza dei farmaci”). Al momento, quindi, mancano dati ufficiali sulla sua efficacia.

• Novavax

Questo è un vaccino realizzato negli Usa, utilizzando le proteine che si trovano sulla superficie del virus Sars-CoV-2. È giunto ora alla fase 3 della ricerca scientifica, con una sperimentazione effettuata negli Usa e in Messico. Prima di arrivare sul mercato dovrà essere approvato da Fda, Ema e Aifa e, quindi, ancora non se ne conoscono caratteristiche, modalità d’impiego e tempi.