La nuova remunerazione delle farmacie fa un passo avanti con il Decreto legge “Sostegni”, che introduce la sperimentazione di nuovi criteri per quanto riguarda i medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale. Federfarma ha commentato la novità con la Circolare 169/2021, consultabile, come sempre, sul sito.

Il Dl Sostegni introduce la sperimentazione della nuova remunerazione per le farmacie sui medicinali a carico del Ssn. Si è tenuto conto della necessità, segnalata da Federfarma, di sostenere economicamente le farmacie di fronte al calo della spesa farmaceutica convenzionata e alle nuove attività loro richieste durante la pandemia.

Federfarma ha espresso il suo apprezzamento per le misure introdotte dal decreto (che introduce anche le vaccinazioni anti-Covid in farmacia – vedi sotto). “Un segnale importante di attenzione da parte del Governo -si legge nella circolare- nei confronti dell’impegno profuso dalle farmacie nell’emergenza sanitaria e dell’esigenza di garantire un sostegno economico per permettere alle farmacie stesse di far fronte al contesto economico e alla richiesta di effettuare sempre nuove prestazioni”.

Il decreto stabilisce dunque che venga riconosciuta alle farmacie, in via sperimentale per gli anni 2021-2022, una remunerazione aggiuntiva sui farmaci erogati in regime di Ssn (allo scopo sono destinati 50 milioni di euro per l’anno 2021 e 150 milioni per l’anno 2022, tratti dal Fondo sanitario nazionale).

La remunerazione è stabilita con decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Dl Sostegni del 19 marzo. Si prevede che la nuova remunerazione partirà dal 1° settembre 2021.

Le ragioni della nuova remunerazione: ottimizzare il servizio delle farmacie

La relazione illustrativa del decreto spiega le ragioni della nuova remunerazione aggiuntiva: “ottimizzare il servizio reso dalle farmacie, valorizzando il loro ruolo di presidi di prossimità”. Infatti, “nel corso degli ultimi anni, anche in ragione del calo della spesa “convenzionata”, molte farmacie (soprattutto nelle aree dove più servirebbero) potrebbero essere esposte al rischio di chiusura. Si ritiene, pertanto, indispensabile, al fine di rafforzare strutturalmente la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del Servizio sanitario nazionale alle patologie infettive emergenti e ad altre emergenze sanitarie, nonché per l’attività di somministrazione di vaccini da Sars-CoV-2, prevedere l’introduzione, in via sperimentale per gli anni 2021 e 2022, di una remunerazione aggiuntiva in favore delle farmacie”.

Un nuovo modello di farmacia

La relazione illustrativa parla di un nuovo modello di farmacia, che, oltre al farmaco, assicuri ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive e ricorda l’importante contributo dato dalle farmacie con i test e i tamponi rapidi durante l’emergenza Covid-19.

Federfarma tiene a sottolineare come sia riconosciuto esplicitamente che “la farmacia può diventare il luogo dove la popolazione può trovare una prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da mettere a disposizione del pubblico”. Perciò le misure sulla nuova remunerazione hanno lo scopo “di passare da un sistema di remunerazione fondato sulla scontistica sul prezzo a una remunerazione che valorizza la funzione; in tal modo si incentiva la vendita anche dei farmaci generici, che hanno un prezzo più basso rispetto agli altri”.

Come sarà articolata la nuova remunerazione?

La relazione tecnica del decreto prevede queste componenti:

a) una percentuale fissa a valere sul prezzo al pubblico al netto dell’Iva per singola confezione, uniforme per tutte le tipologie di farmacia e di farmaco

b) una quota variabile per confezione, che varia per scaglioni di prezzo al pubblico al lordo dell’Iva

c) una quota premiale, applicata a ogni confezione di farmaci generici e originator con prezzo pari a quello di riferimento, non soggetto a sconto da parte del Ssn

d) una quota “tipologica” destinata solo ad alcune categorie di farmacie individuate sulla base di tipologia (rurale, urbana eccetera) e fatturato; tale quota è destinata a valorizzare il servizio reso dalle farmacie periferiche e a minor fatturato con il Ssn.

Federfarma osserva che la remunerazione aggiuntiva prevista dal Dl Sostegni “è solamente un primo passaggio per pervenire a una riforma strutturale della nuova remunerazione sui medicinali Ssn, che, anche alla luce dell’andamento della sperimentazione, potrà essere varata con una prossima Legge di Bilancio (2022 o 2023). Al momento, i fondi stanziati consentono di quantificare la remunerazione aggiuntiva in una quota media di 15 centesimi a confezione erogata in regime di Ssn, con le differenziazioni individuate nella relazione tecnica”.

Vaccinazioni anti-Covid affidate ai farmacisti, opportunamente formati

Il Dl Sostegni introduce anche disposizioni per accelerare la campagna vaccinale anti-Coronavirus e, tra queste, la possibilità, in via sperimentale per l’anno 2021, della somministrazione di vaccini contro il Sars-CoV-2 nelle farmacie, in linea con quanto avviene in altri Paesi europei.

Il decreto stabilisce che la somministrazione dei vaccini è affidata ai farmacisti, opportunamente formati sulla base di corsi Fad organizzati dall’Istituto superiore di sanità. È stata quindi soppressa la disposizione che prevedeva la supervisione del medico, contenuta nel comma 471 della Legge di Bilancio 2021.

Per quanto riguarda la formazione, è intenzione di Federfarma verificare con il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità (Iss) la possibilità di un riconoscimento della validità del corso volto a formare i farmacisti alla vaccinazione, organizzato dall’Utifar con il patrocinio di Federfarma e Fofi, da integrare eventualmente con un modulo realizzato dall’Iss. In alternativa, è possibile che venga istituito uno specifico corso Fad da parte dell’Iss.

Federfarma segnala “che è in via di perfezionamento un accordo nazionale tra Federfarma e il Ministero della Salute, sentita la Fofi, per la definizione di tutti gli aspetti operativi riguardanti la somministrazione dei vaccini in farmacia”. La firma è prevista nell’arco di pochi giorni.

“Le Unioni regionali -precisa Federfarma- sono quindi invitate ad attendere l’accordo nazionale prima di procedere alla stipula di eventuali protocolli regionali, al fine di uniformare su tutto il territorio nazionale le modalità di svolgimento”.

Partecipazione volontaria e remunerazione della prestazione

I farmacisti saranno tenuti a raccogliere il consenso informato dei cittadini e a trasmettere tempestivamente e con modalità telematiche sicure i dati delle vaccinazioni effettuate alla Regione o Provincia autonoma di riferimento.

Per la remunerazione delle farmacie per la somministrazione dei vaccini si fa ricorso ai fondi stanziati dalla Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) per l’estensione a tutte le Regioni a statuto ordinario della sperimentazione della Farmacia dei servizi (complessivamente 50,6 milioni di euro per gli anni 2021-2022) e alle misure in materia di remunerazione delle farmacie introdotte con il Dl Sostegni.

La partecipazione alla campagna vaccinale avverrà da parte delle farmacie su base volontaria.

Federfarma ribadisce l’importanza delle nuove norme in materia di vaccinazioni in farmacia, e sottolinea l’importanza della riscrittura delle misure contenute nella Legge di Bilancio 2021, “che consente un effettivo e diretto coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale anti-Covid-19, valorizzando la professionalità dei farmacisti” (sul tema, vedi anche qui).