Una farmacia green e sostenibile è un obiettivo riconosciuto come fondamentale e deve essere attuato adottando specifiche buone pratiche. Ne è convinto il Pgeu, che ha stilato un documento che contiene precise raccomandazioni rivolte alle farmacie europee, suggerimenti alle istituzioni ed esempi su quanto di buono si sta già facendo in quest’ottica nei Paesi Ue. Ne ha dato notizia la Circolare di Federfarma 173/2021, disponibile sul sito.

Il Pgeu ha pubblicato un documento sulle buone pratiche per una farmacia green e sostenibile. Lo scopo è fornire specifiche raccomandazioni a tutte le farmacie europee per arrivare all’obiettivo di una farmacia verde e sostenibile ed evidenziare le migliori pratiche adottate nei vari Paesi europei.

Di fronte all’aggravarsi della questione ambientale su scala mondiale, è arrivato in primo piano anche l’aspetto dei possibili effetti negativi dei farmaci sull’ambiente (sul nostro sito ne abbiamo parlato, per esempio, qui). Per questo il Gruppo farmaceutico dell’Unione europea Pgeu/Gpue ha voluto intervenire con un documento ufficiale per chiarire che cosa possano fare la farmacia e i farmacisti, quali esperti di farmaci, su questo fronte e che cosa debbano fare gli Stati e le istituzioni d’Europa.

Il ruolo chiave dei farmacisti

Secondo il Pgeu -si legge nella Circolare di Federfarma- i farmacisti sono “nella posizione ideale per rendere consapevoli i pazienti sui temi della sostenibilità ambientale, per promuovere l’uso prudente e il corretto smaltimento dei prodotti farmaceutici e per fornire consigli sulla disponibilità di prodotti più ecologici”.

Doppio obiettivo da raggiungere per una farmacia green e sostenibile è “trovare un giusto equilibrio tra una maggiore consapevolezza sui potenziali effetti negativi che i farmaci possono causare sull’ambiente, da un lato, e, l’accesso a farmaci sicuri ed efficaci con benefici dimostrati sulla salute pubblica, dall’altro”.

Pertanto, è necessario che le istituzioni si attivino anche per sfruttare al meglio le potenzialità della farmacia in questa cruciale battaglia ecologica.

I compiti degli Stati, della Commissione Ue e dell’Ema

Il Pgeu si rivolge quindi agli Stati dell’Unione europea, chiamandoli a mettere in campo, in stretta collaborazione con la Commissione europea e l’Agenzia europea per i medicinali (Ema), alcune azioni fondamentali, che la circolare 173 riassume come potete leggere di seguito.

  1. Adottare misure per aumentare la consapevolezza dei pazienti sull’uso prudente e la raccolta dei resi di farmaci. In qualità di esperti di farmaci, i farmacisti territoriali sono infatti nella posizione ideale per svolgere appieno questo ruolo e dovrebbero quindi essere strettamente coinvolti in qualsiasi campagna pubblica al riguardo.
  2. Sviluppare linee guida e materiale informativo per gli operatori sanitari sull’uso prudente dei prodotti farmaceutici. Queste linee guida dovrebbero essere sviluppate in stretta collaborazione con le associazioni nazionali e locali di farmacisti per garantire un’adeguata integrazione nella pratica ordinaria della farmacia.
  3. Esplorare la possibilità di includere, nella formazione accademica degli studenti di farmacia e nei programmi di formazione continua, gli aspetti dei farmaci che presentano un rischio per o attraverso l’ambiente come parte di un approccio One Health.
  4. Sviluppare e garantire il rispetto degli standard di qualità ambientale per i farmaci come misura per promuovere una produzione più ecologica.
  5. Garantire un adeguato finanziamento ai programmi di smaltimento e raccolta di farmaci e di oggetti taglienti usati.
  6. Ridurre i rifiuti farmaceutici causati dai resi dei farmaci, assicurando che siano in atto sistemi che incentivino la prescrizione e l’erogazione di quantità di farmaci in confezioni che corrispondano il più possibile alla durata del trattamento
  7. Sostenere lo sviluppo di pratiche ecologiche rispettose dell’ambiente e delle politiche di sostenibilità nelle farmacie

Che cosa dovrebbe fare la Commissione europea

  1. Garantire che le azioni per contenere il rischio derivante da prodotti farmaceutici nell’ambiente non compromettano il margine di manovra necessario agli operatori sanitari per poter disporre di un processo decisionale clinico indipendente che abbia come obiettivo la tutela della salute pubblica.
  2. Finanziare e incentivare la ricerca per colmare le attuali conoscenze lacunose sul potenziale impatto negativo dei farmaci sull’ambiente, così come i legami tra la presenza di antimicrobici nell’ambiente e lo sviluppo della resistenza antimicrobica.
  3. Promuovere gli scambi di buone pratiche tra gli Stati membri sulle misure che affrontano la crescente presenza e l’impatto negativo dei prodotti farmaceutici nell’ambiente.
  4. Incentivare azioni virtuose nei Paesi terzi dove si sospetta che le emissioni farmaceutiche contribuiscano alla diffusione globale della resistenza antimicrobica.

Il documento del Pgeu è disponibile come allegato alla Circolare 173 di Federfarma sul sito della Federazione.