Mentre la vaccinazione anti-Covid, con il “Decreto Sostegni”, approda anche nelle farmacie italiane, in linea con quanto già esistente in altri Paesi europei (vedi qui) per accelerare la campagna vaccinale di massa, i cittadini si dimostrano in realtà non tutti concordi sulla opportunità di vaccinarsi, anche se la maggioranza è favorevole. Lo testimonia una recente indagine di “Ipsos-World Economic Forum”, svolta su 15 nazioni del mondo, tra cui, naturalmente, anche l’Italia.

Un’indagine di Ipsos-World Economic Forum fotografa la propensione dei cittadini di 15 nazioni (Italia compresa) verso la vaccinazione anti-Covid: le posizioni non sono uniformi, ci sono favorevoli e contrari, anche se la maggioranza è “pro-vaccino”.

Ci sono effettivamente due fronti contrapposti in merito alla vaccinazione anti-Covid: da una parte quanti desiderano fare l’inoculazione il più presto possibile (obiettivo spesso non facile per la scarsa disponibilità delle dosi), e dall’altra quelli che a priori rifiutano di fare il vaccino, “a prescindere”. E non mancano percentuali significative di dubbiosi e incerti.

“Ipsos-World Economic Forum” ha quindi intervistato i cittadini in merito ai loro atteggiamenti nei confronti dei vaccini anti-Covid-19 per capire l’orientamento della maggioranza della popolazione.

I dati emersi dall’indagine dimostrano che la maggioranza degli intervistati auspica, in gran parte delle 15 nazioni analizzate, di fare al più presto uno dei vaccini oggi disponibili contro la pandemia, ma le percentuali statistiche variano da Paese a Paese.

I più propensi alla vaccinazione anti-Covid sono inglesi e brasiliani, quasi al 90%; gli italiani favorevoli all’80%. In Europa la più alta percentuale di dubbiosi e contrari si registra in Francia.

C’è una consistente domanda di vaccini, in particolare da parte degli inglesi (89%) e dei brasiliani (88%) -dove Covid-19 ha colpito maggiormente- ma anche in Italia e Spagna il desiderio del vaccino è di gran lunga prevalente: l’80% degli intervistati, infatti, dichiara di voler ricevere il vaccino (molto propensi 54%, abbastanza 26%).

In Germania la richiesta scende a 7 individui su 10 e in Francia a poco più della metà: anzi, vi è un 21% dei francesi che rifiuta decisamente le possibilità offerte, la percentuale più elevata tra i cinque Paesi europei.

Tra coloro che non hanno ancora fatto il vaccino e ritengono poco probabile ottenerlo a breve, più di un terzo (32-39%) si dichiara preoccupato per i possibili effetti collaterali. Vi è poi un altro gruppo di intervistati (29-36%) che teme non siano stati fatti test clinici approfonditi, pur di ottenere i vaccini in fretta. Gli italiani credono meno a questa ipotesi (29%), mentre i più dubbiosi sono i francesi (36%).

Vaccino obbligatorio o facoltativo? Pareri discordanti in Europa e opinioni pubbliche divise: in Spagna, Italia e Regno Unito prevale l’opzione dell’obbligo per legge, in Francia e Germania la maggioranza preferisce la libertà di scelta.

L’indagine “Ipsos – Global attitude on Covid-19 vaccine” ha anche misurato i pareri degli intervistati sull’eventualità di rendere o meno obbligatoria l’inoculazione dell’anti-Covid (sul nostro sito abbiamo trattato il tema anche qui).

Al riguardo ci sono opinioni discordanti: la maggioranza degli spagnoli (63%), degli italiani (60%) e degli inglesi (56%) vorrebbero che il vaccino fosse imposto per legge a tutta la popolazione, mentre oltre la metà dei francesi (53%) e dei tedeschi (54%) preferisce una scelta su base volontaria e solamente una minoranza ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio.

I dati in grafica: l’orientamento degli europei

vaccino anti-covid: favorevoli e contrari