Sui vaccini anti-Covid in farmacia, somministrati dal farmacista, è stato firmato ieri un accordo quadro nazionale tra tutte le componenti coinvolte: Federfarma, Assofarm, Governo, Regioni e Province autonome. Ne danno notizia con soddisfazione le federazioni rappresentative dei farmacisti privati convenzionati e pubblici (il comunicato congiunto Federfarma-Assofarm è reperibile anche sul sito di Federfarma).

Federfarma, Assofarm, Governo, Regioni e Province autonome hanno firmato l’accordo quadro nazionale sui vaccini anti-Covid in farmacia somministrati dal farmacista.

L’accordo quadro sulla somministrazione dei vaccini anti-Covid in farmacia da parte del farmacista dà attuazione a quanto previsto dalla Legge di Bilancio e dal Decreto Sostegni: sul nostro sito ne avevamo parlato qui, insieme con un’altra positiva recente novità per le farmacie italiane, la sperimentazione del nuovo modello di remunerazione.

“Lo schema dell’accordo -spiegano Federfarma e Assofarm- definisce gli aspetti tecnico-organizzativi per la somministrazione dei vaccini anti-Covid da parte dei farmacisti in farmacia, tenendo conto del ruolo svolto dalle farmacie durante la pandemia, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di test sierologici e tamponi”.

Nel Decreto Sostegni vi è infatti l’esplicito riconoscimento ufficiale, da parte del Governo, del ruolo delle farmacie, con il riferimento al “nuovo modello di farmacia come luogo dove la popolazione può trovare una prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da mettere a disposizione del pubblico”.

In particolare, “il documento definisce le regole del percorso formativo che abilita il farmacista alla vaccinazione, le misure logistiche necessarie per garantire la massima sicurezza ai cittadini e ai farmacisti, definendo le modalità operative della seduta vaccinale dalla fase di prenotazione e accoglienza fino a quella di osservazione e gestione delle eventuali reazioni avverse post-somministrazione”.

Cossolo (Federfarma): “Le farmacie aderiranno numerose a questa iniziativa, animate da quello spirito di servizio che da sempre le connota e che durante la pandemia è emerso con forza. Daranno così un contributo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di ottenere al più presto una copertura vaccinale adeguata”.

Così ha commentato il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo: “Siamo sicuri che l’Accordo quadro, a carattere nazionale, verrà velocemente recepito dalle Regioni. Ringraziamo il Governo, e in particolare il ministro della Salute Roberto Speranza, per questo importante riconoscimento all’impegno costante delle farmacie, che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono rimaste sempre a disposizione dei cittadini, ampliando anche gli orari di apertura e potenziando la propria attività con nuovi servizi. Le farmacie aderiranno numerose anche a questa iniziativa, animate da quello spirito di servizio che da sempre le connota e che durante la pandemia è emerso con forza. Daranno così un contributo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di ottenere al più presto una copertura vaccinale adeguata”.

Gizzi (Assofarm): “È il segno di una rinnovata considerazione della farmacia all’interno del Servizio sanitario nazionale”.

Ed ecco le parole del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi: “Quello che stiamo vivendo in questi giorni è il coronamento di un impegno avviato ben tre anni fa. È infatti dal 2018 che nelle assemblee della nostra Federazione si parla del farmacista vaccinatore. Una figura che quindi oggi non vediamo solo come un importante contributo contro la crisi sanitaria di quest’ultimo anno, ma anche come il segno di una rinnovata considerazione della farmacia all’interno del Ssn. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la collaborazione delle istituzioni, che nel corso di questi mesi così difficili hanno sempre dimostrato apertura e interesse per le proposte presentate dalla farmacia italiana”.