Con un Ssn ben finanziato si può far ripartire la crescita economica. È quanto pensano gli esperti di sanità che si sono ritrovati a discutere durante la edizione 2021 della Winter School di Motore Sanità, dedicata al tema “Call to Action per un Ssn innovativo e resiliente… se correttamente finanziato” (organizzata con il contributo incondizionato di Becton Dickinson, Shionogi, Astellas, Gilead, Teva, Abbott, Angelini Pharma e Siemens Healthineers).

Un Ssn ben finanziato può innescare la ripartenza economica: secondo gli esperti della Winter School di Motore Sanità, bisogna rivedere la gestione della spesa sanitaria, dedicando più risorse alla sanità, senza considerare la salute come un costo. Perché, senza salute, l’economia affonda.

I partecipanti alla Winter School 2021 hanno elaborato un decalogo per indicare la strada verso un nuovo modo di gestire la spesa sanitaria, rafforzando i finanziamenti al Servizio sanitario nazionale, utilizzando le risorse del Recovery Fund e riequilibrando la distribuzione dei fondi tra le Regioni.

L’idea di fondo è che senza salute l’economia è destinata ad affondare e che quindi è sbagliato considerare sanità e salute come costi. Al contrario, una corretta gestione della sanità può diventare un volano per l’economia.

Un Ssn ben finanziato significa innanzitutto una “spesa sanitaria indipendente dal Pil, perché il settore sanitario deve poter assicurare il diritto costituzionalmente sancito della salute pubblica in maniera appropriata e costante a tutti i cittadini, indipendentemente dalle fluttuazioni di stato. Pertanto, la spesa deve essere quella necessaria e non può più essere legata a parametri di sostenibilità”.

Il Fondo sanitario nazionale ha stanziato per il 2021, con altre integrazioni, 121,3 miliardi; 115,4 miliardi erano stati stanziati per l’anno pre-pandemia 2019, e 112,7 miliardi per il 2018. Dal 2000 al 2008 il fondo sanitario è aumentato del 3% l’anno: più del Pil, quindi. Una tendenza positiva, dunque, ma, secondo gli esperti della Winter School, è indispensabile che i fondi siano opportunamente gestiti e impiegati. Il decalogo della Winter School intende fornire indicazioni utili in proposito. Vediamole.

Il decalogo della Winter School 2021 di Motore Sanità

Il Ssn negli ultimi anni non ha avuto finanziamenti adeguati ai bisogni. È necessario quindi rifinanziare correttamente, secondo un principio non solo legato al Pil, utilizzando il Recovery Fund e rendendo l’aumento del finanziamento sostenibile con stanziamenti adeguati nei prossimi anni. Questo il decalogo scaturito dal confronto tra gli esperti.

1. La ripartizione del Fondo nazionale tra le Regioni va rivista. Occorre assicurare la 
copertura dei Lea con il concetto dei costi standard con quota procapite derivata dalla media delle 3 Regioni più virtuose. Il resto dovrebbe essere una quota variabile legata al raggiungimento di obiettivi concordati tra Stato centrale e Conferenza Stato-Regioni. Ma centrale dovrà essere considerato il percorso di cura e non le prestazioni come attualmente avviene nel nostro sistema remunerativo a silos.

2. Fondamentale raccogliere dati di real world, oggi difformi in tutto il territorio nazionale, poiché misurati diversamente nelle varie realtà regionali, attraverso registri e metodologie da rivedere. Questo per consentire a chi deve effettuare programmazione e rendicontazione di avere indicatori efficaci, confrontabili e misurabili.

3. Si impone il rilancio della medicina territoriale, partendo dal concetto che l’assistenza domiciliare anche complessa è un diritto costituzionale del cittadino. Vanno potenziati: i team
 dell’assistenza domiciliare, la gestione della presa in carico territoriale coordinata dal distretto sociosanitario e il coordinamento tra ospedale e territorio utilizzando le nuove tecnologie digitali della sanità.

4. La riorganizzazione della rete ospedaliera deve superare il Dm 70 e dotare gli ospedali
 di una riserva emergenziale di posti letto e di una adeguata implementazione di risorse umane, con un’organizzazione flessibile sia per gli spazi sia per il personale.

5. Gestire al di fuori degli ospedali tutte le situazioni croniche, per quanto possibile, a partire dagli screening, dalla rapida presa in carico iniziale, dai follow up, per finire alle terapie di supporto e terapie palliative. La telemedicina e gli ospedali virtuali (di cui esistono esempi efficaci realizzati all’estero) ne possono coadiuvare l’azione.

6. Prevedere concreti piani nazionali e regionali di prevenzione per affrontare le
 attuali e future pandemie, che consentano anche di evitare il procrastinare delle diagnosi e cure delle altre patologie chirurgiche e mediche.

7. È necessario impiegare una parte sostanziale del Recovery Fund nella ricerca delle scienze biomediche per implementare la diagnosi e la terapia per una medicina di precisione con l’ausilio della genetica molecolare.

8. Occorre riprendere l’azione diagnostica e terapeutica per le patologie croniche, facendo emergere il sommerso, come nel diabete o nell’Hcv, per curare la popolazione che non è cosciente di essere malata, che sottovaluta le possibili complicanze della malattia o non rispetta l’aderenza ai piani di cure. Gli obiettivi “Hcv zero” e accesso semplificato alle cure innovative delle patologie croniche non sono procrastinabili.

9. È necessario sburocratizzare il Ssn, semplificando i percorsi, pensando prima all’utente e poi alla tutela del Servizio sanitario. A partire dal concetto di ruoli e funzioni (chi fa che cosa per i Mmg, per la Farmacia dei servizi, per nuovi team di cura come le Usca) iniziando da alcune cose semplici come l’affidamento di alcune terapie diffuse anche alla medicina territoriale (Nao, antidiabetici gliflozinici e incretinici, etc.). Il percorso che il malato dovrà fare deve essere codificato dall’inizio alla fine, riscrivendo i Pdta con ruoli chiari e budget di presa in carico correttamente distribuiti in base al percorso studiato (percorso e non prestazioni come nel sistema remunerativo a silos).

10. È necessario agire anche attraverso il Ssn nella lotta contro il cambiamento climatico con soluzioni che non solo aggiungono nuove pratiche green, ma che tolgono anche pratiche nocive. Azioni da intraprendere subito sono: diminuire la fame di energia e il consumo di materiale ad alto impatto ambientale nelle strutture di cura, richiedere un certificato green per le aziende nei capitolati d’appalto, una movimentazione sostenibile e una presa in carico trasversale del paziente con utilizzo di strumenti innovativi come la telemedicina, la ricetta elettronica, la consegna a domicilio dei farmaci e progetti quali l’ospedale virtuale.

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