Le vaccinazioni in farmacia contro il Coronavirus sono ormai nero su bianco e pronte a partire. Con l’Accordo quadro nazionale firmato il 29 marzo tra Governo, Regioni e Province autonome, Federfarma e Assofarm (si veda anche qui sul nostro sito) sono state definite le modalità di attuazione, che Federfarma ha riassunto nella propria Circolare 192/2021 (disponibile sul sito).

L’Accordo quadro nazionale tra Governo, Regioni e Province autonome, Federfarma e Assofarm stabilisce le regole e le modalità di attuazione delle vaccinazioni in farmacia anti- Sars-CoV-2.

Federfarma sottolinea come l’Accordo rappresenti un significativo frutto del riconoscimento, da parte delle istituzioni, del ruolo svolto dalle farmacie nell’emergenza pandemica e quindi della importanza del loro coinvolgimento nella campagna vaccinale anti-Covid-19, per sottoporre rapidamente a vaccinazione il maggior numero di cittadini possibile.

I principi fondamentali dell’Accordo quadro

  • Il coinvolgimento su base volontaria delle farmacie nella somministrazione, ferma restando l’importanza di una partecipazione massiccia delle farmacie su tutto il territorio nazionale, al fine di dare una risposta efficace alla richiesta di collaborazione avanzata dalle istituzioni.
  • La classificazione della somministrazione del vaccino come prestazione dei servizi riservati alle farmacie ai sensi del D.lgs.153/2009 (Farmacia dei servizi).
  • L’attribuzione al farmacista di un ruolo da protagonista nell’intera procedura vaccinale (dalla prenotazione all’osservazione del cittadino post-inoculazione), con particolare riferimento alla procedura di somministrazione, alla quale viene abilitato grazie a specifici programmi e moduli formativi organizzati dall’Istituto superiore di sanità.
  • L’acquisizione del consenso informato da parte del cittadino, anche ai fini di una valutazione dell’idoneità alla somministrazione del vaccino in farmacia.
  • Il rispetto di una serie di misure logistiche e di sicurezza a tutela del farmacista e del cittadino.
  • Il riconoscimento di una remunerazione per l’atto professionale, pari a euro 6,00 (esenti Iva), ferma restando la possibilità del riconoscimento da parte delle amministrazioni locali di eventuali quote aggiuntive per logistica, Dpi, materiali di consumo e conseguimento dei target vaccinali.

Le procedure per la somministrazione delle vaccinazioni in farmacia

Le farmacie che hanno deciso di partecipare alla campagna vaccinale, con farmacisti abilitati dopo la frequenza dei corsi Fad dell’Istituto superiore di sanità e la esecuzione della esercitazione pratica, devono seguire una serie di procedure per la corretta somministrazione delle vaccinazioni in farmacia. Ecco come le riepiloga la Circolare di Federfarma.

  • Garantire l’aggiornamento dell’anagrafe vaccinale (dalla prenotazione al rilascio dell’attestazione di avvenuta somministrazione) mediante l’utilizzo della piattaforma informatica messa a disposizione dall’amministrazione regionale (a tale proposito, si segnala la possibilità di ricorrere, previo accordo con l’amministrazione regionale, alla piattaforma nazionale messa a disposizione da Poste Italiane e inserita nella piattaforma DottorFarma, accessibile dal sito internet di Federfarma).
  • Compilare, insieme al cittadino, il consenso informato e i relativi allegati (modulo standard di triage pre-vaccinale e di anamnesi Covid-19, Allegato n. 4 all’Accordo), che consente di verificare l’idoneità alla vaccinazione, sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituto superiore di sanità nel secondo modulo del corso di abilitazione alla somministrazione.
  • Garantire il rispetto di tutti i requisiti di sicurezza (vedi allegato n. 2 all’Accordo), compresa la permanenza del soggetto vaccinato per 15 minuti in “osservazione” e l’esecuzione di eventuali interventi di emergenza, anche in questo caso evidenziati nel corso dell’Istituto superiore di sanità. Si sottolinea che i requisiti di sicurezza indicati nell’Accordo sono di fatto quelli che normalmente devono essere applicati dalle farmacie per l’erogazione di servizi sanitari nei propri locali.
  • Garantire la corretta conservazione dei vaccini e il corretto smaltimento dei rifiuti derivanti dalla somministrazione. A tale ultimo proposito, si segnala che Assinde, per andare incontro alle farmacie, offre un servizio per gestire tutti i rifiuti generati nell’ambito di applicazione dell’Accordo, con due modalità: abbonamento semestrale per il servizio di ritiro e smaltimento, con cadenza settimanale; abbonamento per il servizio di ritiro e smaltimento con cadenza mensile o bimestrale, solo per la farmacia aderente a ResoFacile.
  • Applicare le disposizioni in materia di tutela della sicurezza dei lavoratori. Per quanto concerne, specificamente, la somministrazione di vaccini, occorre avere riguardo alle disposizioni del D.lgs. 81/2008 concernenti la tutela contro il rischio biologico (artt. 266-286) e la tutela nell’uso di strumenti atti a pungere o a tagliare (artt. 286bis-286septies).
  • Ove il servizio sia effettuato in farmacia in presenza di personale dipendente o, a maggior ragione, tramite personale dipendente, si rende indispensabile da parte del datore di lavoro: una valutazione dei nuovi rischi per i lavoratori; l’adozione di eventuali nuove misure di sicurezza; l’attivazione della sorveglianza sanitaria con il coinvolgimento del medico competente, nel caso in cui si somministrino vaccini con l’ausilio di collaboratori farmacisti; l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi.

Le tutele di legge per gli operatori sanitari

Federfarma ricorda poi che “il Decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, ha previsto, all’articolo 3, una norma di garanzia a favore dei professionisti sanitari incaricati di somministrare il vaccino anti-Covid-19, e quindi anche dei farmacisti. Tale norma esclude la punibilità per i fatti previsti agli articoli 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) del Codice penale, verificatisi a causa della somministrazione del vaccino, effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria in attuazione del Piano nazionale, quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nell’Aic e alle circolari del Ministero della Salute”.

Obbligo di vaccinazione per i farmacisti

Il Decreto legge n. 44, all’articolo 4, “prevede, per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali, l’obbligo di sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”.

Pertanto, “la mancata vaccinazione, se non dovuta a particolari condizioni cliniche, determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2. Se l’assegnazione a mansioni diverse non è possibile, per il periodo di sospensione, non è dovuta la retribuzione”.

Per approfondire gli aspetti assicurativi e fiscali del servizio di vaccinazione anti-Covid in farmacia, si veda nella sua interezza la Circolare 192/2021 di Federfarma.