Il ruolo sanitario della farmacia esce fortemente valorizzato dalla svolta sulle vaccinazioni anti-Covid (vedi qui) e i farmacisti ne sono consapevoli. Aumentano infatti i farmacisti che si stanno man mano aggiornando sul portale dell’Istituto superiore di Sanità, così come numerose sono le iscrizioni delle farmacie che si propongono per la vaccinazione anti Covid-19, a riprova di come la categoria abbia accolto positivamente l’occasione di offrire alla cittadinanza un ulteriore servizio sanitario, necessario per affrontare e debellare l’emergenza pandemia.

Il ruolo sanitario della farmacia viene molto valorizzato dalla partecipazione alla campagna vaccinale anti-Covid. Andrea Mandelli (Fofi): “La farmacia italiana si allinea alla strategia vaccinale di tanti altri Paesi, come Usa, Inghilterra, Francia e Portogallo”.

“La farmacia italiana si allinea così alla strategia vaccinale di tanti altri Paesi, come Usa, Inghilterra, Francia e Portogallo -ha detto il presidente della Fofi, Andrea Mandelli– In una situazione di emergenza, i farmacisti stanno facendo un passo avanti per arginare l’ondata del virus, mettendosi a disposizione per contribuire alla vaccinazione di massa”.

La firma dell’Accordo quadro nazionale tra Governo, Regioni e Province autonome, Federfarma e Assofarm, l’obbligo sancito anche per i farmacisti di essere vaccinati, al pari degli altri operatori di interesse sanitario, l’impegno assunto dalle farmacie sempre aperte durante quest’anno di pandemia (spesso unico presidio sanitario sul territorio), cancellano ora ogni dubbio sul ruolo sanitario della farmacia ed eliminano certi pregiudizi su una sua presunta attività meramente commerciale.

La possibilità ora per molti cittadini di contare su un capillare centro vaccinale valorizzerà ancor più la farmacia e il suo ruolo nell’ambito di una polifunzionale “Farmacia dei servizi”.

Marco Cossolo (Federfarma): “Bisogna lavorare tutti insieme. Io vedo un territorio unico fatto da attori importanti: il medico di base, l’infermiere di comunità, il farmacista di comunità: così potremo affrontare in modo più efficace ed efficiente eventuali pandemie future”.

Ma non solo. Questa nuova attività pone finalmente le basi per lo sviluppo di una più efficiente collaborazione tra i professionisti sanitari del territorio, così come realizzato in Liguria, dove in alcune farmacie il medico assicura le vaccinazioni in farmacia insieme con il farmacista. “Bisogna lavorare tutti insieme, c’è lavoro per tutti e se tutti faremo il nostro dovere riusciremo a riportare la gestione del paziente dagli ospedali al territorio -ha detto il presidente di Federfarma, Marco Cossolo– Io vedo un territorio unico fatto da attori importanti: il medico di base, l’infermiere di comunità, il farmacista di comunità: così potremo affrontare in modo più efficace ed efficiente eventuali pandemie future».

La sinergia medico-farmacista

Ecco allora l’occasione per superare norme obsolete, come il vecchio Regio Decreto del 1934, che impedisce al medico di operare in farmacia, per evitare pericoli di comparaggio. Ma oggi, con la ricetta elettronica, i servizi sanitari conoscono il comportamento prescrittivo del medico prima ancora del farmacista e non è più così che si combatte il comparaggio. E poi non si può controllare l’aderenza terapeutica del malato anziano o cronico e soprattutto prenderlo in carico senza un’efficace partnership tra i vari professionisti sanitari del territorio. Perché Il medico fa la diagnosi, ma poi non sa se il paziente la segue, mentre il farmacista sa che cosa prende il paziente, ma non conosce la diagnosi.

Soltanto una reale sinergia tra i due professionisti può favorire un’assistenza sanitaria territoriale a tutto tondo, a vantaggio del paziente e anche della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.