Ricorrono all’omeopatia almeno una volta l’anno quasi nove milioni di italiani, un dato significativo e in tendenziale crescita, secondo il sondaggio condotto da Emg-Acqua per Omeoimprese, l’associazione delle aziende del settore. I dati sono stati diffusi in occasione della recente Giornata mondiale dell’omeopatia, lo scorso 10 aprile.

Nove milioni di persone ricorrono almeno una volta l’anno all’omeopatia. I dati forniti da Omeoimprese indicano una tendenza in crescita, confermatasi anche durante la pandemia, pur con alcuni cambiamenti nelle scelte dei cittadini, influenzate dalle particolari condizioni sanitarie.

Sono le donne a fare maggiore uso di soluzioni omeopatiche per problemi di salute: il 63%, di età fra i 35 e i 54 anni, con buona occupazione e buon grado di istruzione, in maggioranza residenti nel Nord-Italia.

Il sondaggio dice anche che l’80% degli italiani conosce l’omeopatia e che chi la utilizza ne apprezza l’assenza di effetti collaterali (14%), l’atossicità (12%) e il grado di efficacia (9%).

Con l’omeopatia gli italiani curano soprattutto raffreddori e influenza (59%), patologie articolari o muscolari (26%), problemi gastro-intestinali (25%) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21%), digestione (19%), insonnia (15%).

Un dato che Omeoimprese tende a mettere in evidenza è che il 60% degli italiani sostiene che i farmaci omeopatici e allopatici debbano essere utilizzati insieme. Secondo l’associazione delle imprese del settore, ciò attesta che si sta affermando l’idea, sostenuta da Omeoimprese, che in materia di omeopatia non si debba parlare di “medicina alternativa” ma di “medicina integrata”.

Come si arriva a usare farmaci omeopatici? Secondo il sondaggio, nel 55% dei casi su indicazione del medico, nel 39% del farmacista; seguono, con il 26%, le strutture sanitarie pubbliche, e con il 17%, lo specialista della patologia.

Gorga (Omeoimprese): durante l’emergenza Covid, “di fronte a una situazione sanitaria eccezionale e in assenza di farmaci specifici, molti pazienti si sono affidati alla medicina complementare, orientando la propria scelta verso alcune categorie, come quella degli immunostimolanti”.

Durante l’emergenza Coronavirus, gli italiani non hanno smesso di utilizzare l’omeopatia. Piuttosto, sono cambiati i tipi di farmaci maggiormente acquistati. Dice il presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga: “Da un anno a questa parte, il Covid-19 ha modificato completamente lo scenario in cui operiamo. Di fronte a una situazione sanitaria eccezionale e in assenza di farmaci specifici, molti pazienti si sono affidati alla medicina complementare, orientando la propria scelta verso alcune categorie, come quella degli immunostimolanti. In particolare, nei mesi di marzo e di ottobre, la maggior parte delle imprese del comparto ha registrato un aumento delle vendite a doppia cifra, con punte di fatturato pari a +58% e +64% rispetto all’anno precedente. Molte aziende sono arrivate a esaurire le scorte di alcuni articoli nei magazzini; si è trattato per lo più di farmaci utilizzati per sostenere il sistema immunitario”.

Sono invece calate le vendite di alcuni prodotti, come quelli contro le patologie invernali, che nell’ultima stagione hanno avuto una bassa diffusione, come tosse, raffreddore, influenza,

Nell’insieme, le aziende del settore hanno registrato nel 2020 fatturati stabili, risultato da ritenersi positivo in una fase recessiva pesantemente condizionata da lockdown e crisi economica.

Secondo Gorga, ”se analizziamo il rapporto fra gli italiani e la medicina omeopatica, è evidente la fidelizzazione e la fiducia. Lo dicono i risultati ottenuti in piena pandemia, ma soprattutto lo confermano migliaia di medici e farmacisti che consigliano con soddisfazione questa terapia”.

Tobia (Federfarma): fondamentale il consiglio del farmacista sul corretto uso

Il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia sottolinea in proposito: “Anche per la dispensazione dei farmaci omeopatici il ruolo del farmacista assume una rilevanza fondamentale in termini di consigli professionali per il corretto utilizzo di questi medicinali”.