Il futuro della farmacia è nei servizi. Ne ha parlato recentemente il portale dedicato alla salute de “Il Sole 24 Ore” con un interessante articolo, a firma di Marzio Bartoloni, che vale la pena di segnalare.

Un interessante articolo del “Sole 24 ore” fa il punto su presente e futuro della farmacia: il suo ruolo durante l’emergenza Covid e le prospettive sul terreno dei servizi ai cittadini.

L’articolo si intitola “Subito i vaccini poi le analisi: avanza la farmacia dei servizi” (6.4.21) e merita di essere citato perché fotografa sia quanto hanno fatto le farmacie durante l’emergenza Coronavirus, sia quanto ancora potranno fare, e, soprattutto, perché dà il senso del riconoscimento ora attribuito al loro ruolo.

Innanzitutto si ricorda l’impegno delle farmacie contro la pandemia (sempre aperte, consegne domiciliari, stampa delle ricette dematerializzate, test sierologici, tamponi rapidi, eccetera) e quanto ora faranno con le vaccinazioni nei loro locali o nei gazebo “spuntati come funghi per strada per effettuare i test rapidi. Sono le 19mila farmacie d’Italia che, forse più di tanti altri attori del Servizio sanitario investito dallo tsunami del Covid in questo anno di emergenza, hanno cambiato pelle e non saranno più quelle di prima”.

La farmacia dei servizi può subito diventare realtà

Così, grazie a questa accelerazione, la “farmacia dei servizi ora può diventare subito realtà, perché proprio con tamponi e vaccini si è messo in campo un maxi-test nazionale”, che quindi serve a validare i nuovi futuri ruoli.

Ma di che cosa si tratta? Le farmacie, “oltre a continuare a erogare il farmaco potranno effettuare anche analisi, esami di base (Ecg, holter, spirometria, eccetera), screening di massa, oltre a partecipare a campagne di prevenzione ed educazione sanitaria per il Ssn in favore dei cittadini, lavorando a esempio alla gestione corretta del farmaco”.

E si ricorda che gli 86 milioni stanziati per la sperimentazione della farmacia dei servizi, interrotta dalla pandemia, saranno ora spesi per “finanziare le vaccinazioni in farmacia. I farmacisti potranno infatti somministrare direttamente il vaccino, previa la frequenza di corsi di abilitazione organizzati dall’Istituto superiore di Sanità” (vedi sul nostro sito qui).

Il fondamentale ruolo delle rurali nella farmacia del futuro prossimo

Si descrive così una farmacia che ha retto l’urto dell’emergenza Coronavirus e che già sta mettendo in atto, come precisa il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, diverse trasformazioni. Lo testimoniano peraltro le oltre 5mila farmacie aderenti alla rete “Htn-Promofarma”, che già consentono ai cittadini di effettuare servizi di telemedicina come gli elettrocardiogrammi, gli holter pressori e cardiaci refertati a distanza da centri specialistici. “Un ruolo fondamentale questo -prosegue l’articolo- soprattutto per le farmacie rurali, cioè quelle situate nei piccoli Comuni, nelle zone montane e nelle isole minori”.

L’articolo si conclude riportando una dichiarazione del presidente Cossolo, che individua tre fronti sui quali la farmacia intende impegnarsi: “Il primo è quello che vede il farmacista non solo erogare il farmaco, ma anche lavorare con il cittadino alla comprensione delle terapie. Il secondo è quello che vede il farmacista impegnato nel controllare l’aderenza alla terapia che avviene con il riacquisto del farmaco, e per questo serviranno forti investimenti nella formazione e nell’informatica. Infine, bisogna investire nella telemedicina e nel telemonitoraggio, con l’acquisto della strumentazione per effettuare Ecg puntuali, holter pressorio e cardiaco, spirometria, test del sangue capillari e screening”.