Il vaccino obbligatorio per i farmacisti e i loro dipendenti, così come per tutti gli operatori sanitari, cambia per queste categorie le regole relative alla privacy fin qui in vigore. Lo spiega il magistrato Alfonso Marra, esperto in materia di sanità e legge, che ha analizzato le novità introdotte dal Decreto legge n. 44 dell’1 aprile 2021, entrato in vigore il giorno 7 dello stesso mese.

L’introduzione del vaccino obbligatorio per i farmacisti e i loro dipendenti cambia le regole sulla privacy per i titolari e i loro collaboratori in farmacia. Il commento del magistrato Alfonso Marra.

Anche sul nostro sito (vedi qui) avevamo parlato delle Faq del Garante della privacy, che, a proposito di vaccinazioni anti-Covid e vaccini, ricordava che “il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali”.

Marra argomenta infatti che, in base alle norme sulla privacy e alle indicazioni del Garante, sinora, al titolare della farmacia era assolutamente vietato chiedere al personale se avesse o meno effettuato la vaccinazione anti-Covid.

Ora, però, secondo Marra, con l’introduzione del vaccino obbligatorio per i farmacisti titolari e per i loro dipendenti, laureati o no, che lavorano nella farmacia, la situazione per loro cambia.

Il decreto stabilisce infatti -osserva il magistrato- che “la vaccinazione anti-Covid è obbligatoria anche per i farmacisti e costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione. La norma estende, poi, tale obbligatorietà anche a tutto il personale dipendente laureato e a quello che non lo è, ma che presta la sua attività lavorativa e di collaborazione all’interno della farmacia”.

“Nessun dubbio sulla legittimità costituzionale della norma”.

Marra chiarisce che non vi possono essere dubbi sulla legittimità costituzionale di questa nuova normativa. Infatti, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 5 del 18 gennaio 2018, ha già affrontato il problema, “ritenendo che la legge sull’obbligatorietà vaccinale, pur incidendo su un diritto fondamentale della persona quale quello della libertà, non pone in essere alcuna violazione della Costituzione, in quanto emanata a tutela della salute, che, come sancito dall’articolo 32 della Costituzione, è diritto primario non solo del singolo, ma anche della intera collettività. Precisando, al riguardo, che questo diritto è prevalente rispetto ad altri, pur se previsti dalla Carta fondamentale”.

“La vaccinazione anti-Covid costituisce requisito essenziale per tutti coloro che operano nell’esercizio farmaceutico”.

Così le nuove norme sul vaccino obbligatorio per i farmacisti incidono sulla legge sulla privacy, la quale stabilisce che “il trattamento dei dati personali effettuato per finalità di tutela della salute e incolumità fisica dell’interessato o di terzi o della collettività deve essere effettuato secondo le precise modalità stabilite dalla normativa vigente”. Ora “le innovazioni introdotte dal Decreto legge del 2021 riguardano anche l’utilizzo dei dati del personale già dipendente della farmacia per consentire la continuazione del rapporto di lavoro o, quando si tratta di una nuova assunzione, per poter dare inizio a una nuova collaborazione. E ciò in quanto la nuova legge ha stabilito che la vaccinazione anti-Covid costituisce requisito essenziale per tutti coloro che operano nell’esercizio farmaceutico”.

Marra: “Oggi non sembra possano trovare applicazione le indicazioni del Garante della privacy nelle Faq sul divieto a carico del titolare della farmacia di richiedere ai dipendenti la produzione della copia della certificazione dell’avvenuta vaccinazione anti-Covid 19”.

Pertanto -conclude Marra- “appare evidente che oggi non sembra possano trovare applicazione le indicazioni del Garante della privacy nelle “Faq” sul divieto a carico del titolare della farmacia di richiedere ai dipendenti la produzione della copia della certificazione dell’avvenuta vaccinazione anti-Covid 19. Ma, al contrario, deve ritenersi che vi sia un preciso “obbligo giuridico” a carico del titolare dell’esercizio di richiedere una tale certificazione”.

Una versione più ampia delle considerazioni del magistrato Alfonso Marra sul tema del vaccino obbligatorio per i farmacisti potrete leggerla sul numero 5 di “Farma Mese”, di imminente pubblicazione.