Anche il fenomeno della sanità trascurata si può considerare uno tsunami: infatti, l’emergenza Covid ha fatto saltare un gran numero di visite ed esami per altre patologie e problematiche di salute serie.

Il Coronavirus ha prodotto il pesante effetto collaterale della sanità trascurata, facendo saltare visite ed esami per le altre patologie: mancate sette visite su dieci e oltre due milioni di esami sospesi e rinviati.

Quando si cominciano a tirare le somme di mancate visite ed esami rimandati, ci si accorge di quanto sia amaro il bilancio di una salute ordinaria trascurata. Risulta, infatti, rinviato per colpa del Coronavirus il 68% delle visite (quasi 7 su 10), così come sarebbero oltre 2 milioni gli esami sospesi per evitare di frequentare cliniche e ospedali.

La sanità trascurata, quindi, rischia di provocare un numero di decessi per altre patologie più alto rispetto a quelli causati da Covid-19: gli screening sui tumori, per esempio, sono dimezzati (si calcola che nel 2020 il calo sia stato di oltre 2,1 milioni) e il conto doloroso di questi mancati esami si avrà nei prossimi anni. Inoltre, hanno subìto un rinvio gli interventi non urgenti, come pure quelle visite preventive che consentono le diagnosi precoci, indispensabili per prevenire non soltanto l’insorgere dei tumori, ma in generale di tutte le patologie croniche.

La sanità ordinaria trascurata a causa della pandemia rischia di far scendere l’aspettativa di vita degli italiani, storicamente una delle più elevate al mondo.

L’Istat calcola che la speranza di vita degli italiani, che è sempre stata tra le più elevate al mondo (siamo secondi soltanto ai giapponesi), sia scesa da 83,2 anni a 82,2 e questo proprio a causa della salute ordinaria trascurata. Non è facile avere dati ufficiali, ma, secondo Il Giornale, lo screening cervicale, le mammografie e gli esami di prevenzione contro il tumore al colon sono scese del 48%, mentre le diagnosi di carcinomi e adenomi sono calate di 13mila rispetto al 2019. Il cancro non è certo sparito: viene solo diagnosticato di meno, quando magari è troppo tardi per intervenire.

“L’aumento dei decessi a causa di tutto questo -denuncia su Il Giornale Giordano Beretta, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica– lo vedremo soltanto fra qualche anno. Già oggi i morti di cancro sono 502 al giorno, come nei peggiori bollettini della pandemia. Ma questo avviene tutti i giorni, non soltanto nei picchi. Rendiamocene conto: il Covid finisce, il cancro no”.

Il problema ovviamente non è soltanto italiano, ma riguarda tutta Europa. Uno studio dell’Università Statale di Milano, pubblicato sulla rivista Annual of Oncology e condotto dall’epidemiologo Carlo La Vecchia, infatti, stima che, nel 2021, moriranno di cancro 1,4 milioni di persone, di cui circa 47mila tra Ue e Regno Unito per tumore al pancreas. C’è poi il rischio che molti di questi morti si registrino come decessi dovuti a Covid (anche se, indirettamente, forse in parte è vero, perché saranno proprio una conseguenza della sanità trascurata e dei mancati controlli causati dalla pandemia). E qui stiamo parlando di tumori. Il bilancio sarà pertanto enormemente maggiore, se pensiamo anche alle cardiopatie, al diabete e a tante altre malattie croniche.

Dell’argomento ci siamo occupati in precedenza anche qui.