In materia di sicurezza dei lavoratori e Covid-19 è stato raggiunto un accordo tra Governo e parti sociali, da cui è scaturita l’approvazione di due specifici protocolli. Ne dà notizia la Circolare 207/2021 di Federfarma (disponibile, con relativa documentazione allegata, sul sito della Federazione).

Su sicurezza dei lavoratori e Covid sono stati concordati tra Governo e parti sociali due specifici protocolli, che riguardano il contenimento della diffusione del virus e i punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro.

Il 6 aprile 2021 sono stati sottoscritti tra Governo e parti sociali due Protocolli in materia di lotta al Covid-19 e sicurezza dei lavoratori, di cui la Circolare di Federfarma riepiloga i punti principali.

“Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Sars-CoV-2/Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

In particolare -osserva Federfarma- “il nuovo protocollo, richiamando le disposizioni previste dal Dpcm 2 marzo 2021, sostanzialmente ribadisce le misure di sicurezza già previste dai precedenti protocolli, ricordando che la loro mancata attuazione può determinare la sospensione dell’attività”.

Tali misure riguardano: l’informazione; le modalità di ingresso in azienda; le modalità di accesso dei fornitori esterni; la pulizia e la sanificazione in azienda; le precauzioni igieniche personali; i dispositivi di protezione individuale (Dpi); la gestione degli spazi comuni; l’organizzazione aziendale (turnazioni, lavoro agile, eccetera); la gestione dell’entrata e dell’uscita dei dipendenti; gli spostamenti interni e le riunioni; la gestione di persona sintomatica in azienda; la sorveglianza sanitaria, il medico competente e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls); l’aggiornamento del protocollo di regolamentazione.

Le novità principali riguardano l’uso dei Dpi e la riammissione al lavoro dopo il contagio.

Per quanto riguarda i Dpi, si precisa che “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento, in coerenza con quanto previsto dal Dpcm 2 marzo 2021”.

Per la riammissione al lavoro dopo il contagio, è previsto che “i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico”.

Inoltre, si raccomanda di attuare i contenuti del protocollo, informandone il personale e di conservare documentazione di tale adempimento (per esempio, facendo firmare copia del protocollo al personale per presa visione).

“Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”

Questo protocollo prevede che “i datori di lavoro possono presentare alla Asl piani aziendali per attivare nei luoghi di lavoro punti straordinari di vaccinazione contro il Covid-19 per i lavoratori che ne abbiano fatto richiesta”.

Pertanto, all’atto della presentazione del piano di vaccinazione aziendale, il datore di lavoro dovrà specificare il numero di vaccini richiesti, in modo da consentire all’azienda sanitaria di riferimento la necessaria programmazione dell’attività di distribuzione.

Le vaccinazioni dovranno avvenire nel rispetto delle “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” elaborate dai ministeri della Salute e del Lavoro, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, con il Commissario straordinario per il contrasto dell’emergenza epidemiologica e con il contributo tecnico-scientifico dell’Inail.

Per il personale sanitario coinvolto nelle vaccinazioni è disponibile, attraverso la piattaforma dell’Iss, un corso di formazione specifico realizzato anche con il coinvolgimento dell’Inail, che contribuirà, in collaborazione con i ministeri della Salute e del Lavoro, alla predisposizione di materiale informativo destinato ai datori di lavoro, ai lavoratori e alle figure della prevenzione.

I costi per la realizzazione, inclusi i costi per la somministrazione, sono a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini e dei dispositivi necessari per la somministrazione è a carico dei Servizi sanitari regionali.

Infine, i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o che non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail, con oneri a carico dell’istituto.