Informazione e salute: un’indagine di Confindustria ha fotografato l’uso dei media e delle fonti informative in tema di sanità, e in particolare della rete, un fenomeno, quest’ultimo, in sviluppo da tempo, ma certamente incentivato e anche modificato dalla particolare situazione creata da Covid-19.

Una indagine di Confindustria Dispositivi Medici su informazione e salute in tempi di pandemia illustra come è cambiato l’utilizzo di internet in materia di sanità, in particolare per quanto concerne la ricerca di informazioni sulle strutture sanitarie, le terapie e le problematiche relative alla salute.

La pandemia ha modificato le abitudini degli italiani anche in materia di informazione e salute e in particolare nei confronti della rete e del modo in cui si cercano informazioni sulla propria salute o sulle strutture e i referenti sanitari. Ce lo rivela un’indagine condotta da Confindustria Dispositivi Medici e intitolata “Giornalismo e informazione ai tempi della pandemia”, presentata il 13 aprile in occasione della consegna del Premio “Umberto Rosa”. Emergono interessanti dati, a dimostrazione che il Covid-19 ha avuto riflessi sull’uso di internet e del digitale.

Aumentano le ricerche online di informazioni su terapie e tecnologie

Rispetto al 2019, infatti, quando la ricerca online di informazioni su cure e terapie veniva effettuata spesso e frequentemente dal 13,7% degli italiani, nel 2021 è salita al 23,9%, con un incremento del 10,2%.

Anche le ricerche su tecnologie e dispositivi per la salute sono passate dal 10,2% al 18,8%, con un aumento dell’8,6%, così come il ricorso al digitale per cercare medici o strutture sanitarie, che dall’11,9% è passato al 21,2%, registrando un +9,3%.

Il medico di base resta il primo referente, ma perde posizioni

La pandemia Coronavirus non ha fatto bene, invece, all’immagine online del medico di medicina generale, anche se rimane il principale referente per gli italiani: mentre nel 2019 ricorrevano a lui per avere informazioni sulla propria salute l’87,6% degli utenti di internet, nel 2021 la percentuale è scesa al 76,6%; è aumentata invece quella del medico specialista, salita dall’8,3% all’11,8%.

Valutazione della attendibilità delle fonti informative: medici in pole position, scarsa fiducia nei social network, cresce il consenso per i farmacisti

Ma quali sono i canali informativi ritenuti più attendibili nell’ambito della salute? Dalla ricerca rimane sempre in pole position il medico di medicina generale, che però scende dal 48,2% al 44,5%, come pure lo specialista, che passa dal 44,1% al 38%.

In buona ascesa risulta il farmacista, figura professionale che dal 3% sale al 7,1%, posizionandosi al terzo posto nella classifica dei canali informativi più accreditati. Seguono poi familiari, amici e colleghi (2,9%), i quotidiani o le riviste specializzate (2,9%), i siti internet (2,5%) e la radio e televisione (1,9%). Ultimi in classifica i social network, che avranno anche molti accessi ma scarsa attendibilità, visto che ragfgiungono uno scarso 0,4%.

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