La certificazione verde Covid-19 è la principale novità del Decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, sulla ripresa delle attività economiche e sociali, commentata da Federfarma con la circolare 238/2021. Il documento, che può essere rilasciato anche dalle farmacie aderenti alla campagna vaccinale, è una sorta di semaforo verde per il movimento delle persone, in quanto consente gli spostamenti verso le Regioni in zona arancione o rossa o la partecipazione a eventi sportivi di carattere eccezionale o a fiere. Lo può avere chi è vaccinato, guarito da Covid-19 o negativo al virus.

La certificazione verde Covid-19, introdotta dal Decreto legge sulle riaperture, consente gli spostamenti verso le Regioni in zona arancione o rossa o la partecipazione a eventi sportivi di carattere eccezionale o a fiere a chi sia vaccinato, guarito da Covid-19 o negativo al virus.

Le certificazioni verdi Covid-19 possono essere rilasciate a precise condizioni. Vediamo quali.

  1. Avvenuta vaccinazione anti-Sars-CoV-2, al termine del prescritto ciclo
  2. Avvenuta guarigione da Covid-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito a infezione da Sars-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della Salute
  3. Effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus Sars-CoV-2.

Certificazione verde Covid-19 di avvenuta vaccinazione

Ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione (compresi quindi i farmacisti aderenti alla campagna vaccinale) e contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo. Porta l’indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’interessato.

Contestualmente al rilascio, la struttura sanitaria, o l’esercente la professione sanitaria, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali, provvede a rendere disponibile la certificazione nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato.

Certificazione verde Covid-19 di avvenuta guarigione

Ha a una validità di sei mesi dall’avvenuta guarigione ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, ovvero, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato.

Certificazione verde Covid-19 relativa all’effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus Sars-CoV-2

Ha una validità di quarantotto ore dall’esecuzione del test ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test antigenici rapidi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

In proposito, Federfarma sottolinea che “ai fini della certificazione verde il cittadino non potrà ricorrere autonomamente all’impiego di un tampone antigenico per autodiagnosi di recentissima immissione sul mercato, ma dovrà necessariamente avvalersi delle strutture autorizzate, tra le quali sono comprese le farmacie”.

Per approfondire il tema della certificazione verde e gli altri aspetti del Decreto legge n. 52, si rimanda alla Circolare Federfarma 238/2021, disponibile nell’area riservata del sito della Federazione.